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La lezione portoghese, Ronaldo coach azzoppato e Borgonovo

Ultima tappa del mio Eurodiario, che chiude i battenti celebrando una squadra e un campione speciali

Ultima tappa del mio Eurodiario, che dopo la finalissima disputata ieri a Parigi ora vi saluterà con queste ultime righe, sperando di non avervi annoiato troppo ma di avervi invece fatto una piacevole compagnia.

Comincio questo ultimo giro di giostra rivelandovi un segreto: le ultime due settimane di Francia 2016 le ho trascorse nel buen retiro della mia Torre Vado, ridente località marittima salentina, dove mi trovo ancora e dove ieri sera il successo del Portogallo è stato accolto con un trasporto che manco l'Italia contro la Spagna si meritò...

Significa che la squadra di Santos - l'ingegnere che ha appena scritto la storia del calcio lusitano senza CR7 - piace perché è l'esaltazione della compattezza. Inoltre la narcisa Francia suscitava meno simpatia.

I boati che hanno scandito il tiro vincente di Eder e i clacson che l'hanno ulteriormente celebrato, qui non se li erano guadagnati neanche Antonio Conte e Graziano Pellé, rispettivamente leccesi di Surbo e Monteroni. Il fatto poi che CR7 sia stato azzoppato dopo 6 minuti e al 23' sia stato rimpiazzato dal "Trivela" Quaresma ha fatto acquisire ancora più... simpatia al povero Portogallo.

Senza il suo campione, protagonista annunciato della finalissima al pari del galletto Griezmann, i lusitani hanno comunque avuto (paradossalmente) due armi in più. Il gruppo ha fatto quadrato e giocato con una super solidarietà tra compagni e per Ronaldo e la banda Deschamps è invece stata ancora più gufata dai suoi "tifosi contro".

A proposito di CR7, commovente il suo coaching da bordo campo, quasi fosse il vice di Santos. Sbucato dall'infermeria, la merengue ha saputo dare il suo contributo alla squadra anche con le stampelle...

Ma che Ronaldo non è solo capricci, egocentrismo in area di rigore e cosmetici lo si sapeva già: proprio il campione di Madera aveva infatti invitato alla finale Chantal Borgonovo (vedova dello sfortunato attaccante di Milan e Fiorentina) e sosterrà proprio l'omonima fondazione che combatte la SLA.

Insomma, Cristiano è speciale anche lontano dal campo: lo testimoniano queste iniziative benefiche e, in un ambito meno importante, il suo attaccamento ai colori rossoverdi del Portogallo. Squadra incoronata sotto la Tour Eiffel dopo un torneo di un mese, caratterizzato da un calcio più individualista che corale, più pragmatico che spettacolare, ma che mi ha appassionato.

Le storie che ha raccontato questa kermesse sono l'ascesa e il declino di Payet (da rivelazione a casuale azzoppatore di Ronaldo), le pulizie non molto oxfordiane di Löw, l'Italia con meno classe di sempre che fa a polpette la Spagna, la Svizzera produttrice industriale di palle-gol ma prigioniera degli errori di Seferovic. Poi c'è il Potogallo che scrive la storia. Senza CR7. Anzi, con CR7 vice allenatore!

Scorrono i titoli di coda, tra gli sfottò antifrancesi sull'immancabile bidet che non c'è e Francia 2016 vola via come un uccello acquatico, quell'Albatros che dà il nome all'hotel dove vi ho raccontato le ultime tappe del mio viaggio europeo.

CaSco | 11 lug 2016 08:15

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