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Campioni di tempismo, musichetta della Champions e... Gatsby

Dopo il Portogallo, è la Francia a staccare il biglietto per la finalissima: sarà una storia tra Cristiano Ronaldo, Griezmann, Real e Atletico

Non cala ancora l'Eurosipario, ma almeno adesso sappiamo quale sarà l'ultimo spettacolo: Cristiano Ronaldo vs. Antoine Griezmann. Ingeneroso ridurre l'ultimo atto a una sfida tra questi due giocatori-copertina? No, perché all'interno di due meccanismi non molto oliati tutto o quasi è sulle spalle di questi due top player (come da moderna vulgata).

Parlavo di ultimo atto dello spettacolo europeo ma si potrebbe ripiegare anche su una metafora "fitzgeraldiana", nel senso che la tenzone di Parigi si annuncia come uno di quegli sfarzosi balli che ravvivavano le feste nella villa di Gatsby. L'importante era esserci, partecipare, anche se non si conosceva neppure il padrone della lussuosa dimora. Parafrasando, non è che Portogallo e Francia abbiano strameritato - esteticamente - il biglietto per la finalissima parigina, ma ciò è quasi ininfluente: loro danzeranno simbolicamente sotto i lampadari di cristallo e tra i tavoli addobbati coi candelabri d'oro, come gli ospiti del personaggio di Fitzgerald. Le altre nazionali di Euro 2016 no.

Gli invitati di lusso, domenica, saranno specialmente quei campioni solisti che in questa rassegna transalpina hanno brillato, oltre che per tecnica e classe, anche e soprattutto per tempismo. Perché CR7 ha tirato giù... dall'aereo del ritorno i suoi compagni e il coach Santos in occasione del delicatissimo match contro l'Ungheria, quello che chiudeva il girone dei lusitani. Ma non solo: ha messo i suoi piedini fatati e dorati nell'azione della rete determinante dell'ottavo di finale contro la Croazia e si è ripetuto - con ancora più efficacia - l'altroieri contro il fiabesco Galles di Coleman.

Stesso copione per il francese dell'Atletico Madrid: la sua doppietta contro l'Eire ha ribaltato avversario e partita e ha riabilitato la truppa Deschamps, che non poteva mica abbandonare la competizione - inoltre da paese ospitante - contro i modesti irlandesi. Ieri sera, poi, ha resistito assieme al resto dei galletti al pericoloso assedio tedesco di quasi tutto il primo tempo per poi marchiare a fuoco partita e tabellino con altri due gol enormemente significativi.

Bravi Cristiano e Antoine, abili a castigare gli avversari al momento giusto, ossia quando il gioco si fa duro e i duri cominciano a giocare. Curiosità: per loro la finale parigina sarà una gara nella gara, in quanto riedizione della recente finale di Champions League tra Real e Atletico, ovvero il derby di Madrid in salsa europea e meneghina. Allora (era lo scorso 28 maggio) la merengue riscattò 120 minuti zoppicanti - in tutti i sensi - col rigore che chiuse la lotteria in favore della banda Zidane. Il biancorosso, invece, spreco un penalty nei 90' e pagò moralmente quello sbaglio anche nelle prime partite di questo Europeo, in cui appariva lontano parente del Griezmann che Liga e coppe internazionali avevano messo in vetrina, come un prezioso collier di diamanti.

Per chiudere il discorso sulle due finaliste che sono pronte a darsi sportivamente battaglia sotto una Tour Eiffel suggestivamente avvolta dalle luci che riproducono la bandiera francese, va sottolineato come i lusitani abbiano (ri)trovato almeno una parvenza di gioco proprio in queste ultime battute della kermesse (contro il Galles). Un gioco abozzato e improntato solo sul cross per Cristiano Ronaldo ma pur sempre meglio del nulla che avevano mostrato in precedenza. Inoltre quel Renatino Sanches è un autentico spettacolo...

La Francia? Oltre a Griezmann c'è il fattore campo e un po' di fortuna: gli attacchi infruttuosi della Germania dirompente del primo tempo della "semi" e l'ingenuo fallo di rigore causato da Schweinsteger al 45' sono lì a dimostrarlo.

CaSco | 8 lug 2016 02:05

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