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Le rape, i tabù e i... Galles nel pollaio

L'infinita Germania-Italia riletta alla luce del lavoro di Conte e delle statistiche - Geppetto Coleman ha già vinto

18 rigori dopo è la Germania a giustiziare quell'Italia che la cabala voleva sempre vincente coi tedeschi nelle fasi calde dei tornei con la t maiuscola, ossia Mondiali ed Europei. I tedeschi hanno riscritto la storia del loro italico tabù nella circostanza più agevole, nel senso che mai avevano incrociato sportivamente le armi con una compagine azzurra così priva di classe. Quest'ultimo punto è stato quasi un tormentone del mio Eurodiario, ma sono i fatti a ribadirlo. Eccezion fatta per la gara "d'attacco" contro una Spagna arrancante, l'Italia ha dimostrato che senza classe è dura, alla lunga, farsi valere.

Per utilizzare una metafora ortofrutticola, il sangue dalle rape non può cavarlo neanche Sir Antonio, che ora volerà a Londra per costruire a suon di soldoni sonanti un Chelsea che invece traboccherà di tecnica. Curioso, no? Toccherà a chi lo rimpiazzerà - ovvero un onesto soldato di Ventura - ricominciare da una semifinale europea persa solo ai rigori, ma da una nazionale comunque povera tecnicamente. 

A proposito di questo, l'Italia... francese aveva fatto il suo già superando il girone in appena due gare. Ora è giusto o meglio logico che a giocarsi il titolo siano altri: chi la spunterà tra il Portogallo di Quaresma, Cristiano Ronaldo e soprattutto Renato Sanches e la storica truppa di Mastro Coleman, perché no? Moderno Geppetto di Collodi in salsa gallese, geniale nel cavare da un ceppo di legno un irriverente Pinocchio 2.0 che si è fatto beffe di un Belgio che ha sperperato un tesoro di tecnica e classe. A differenza dello stinto azzurro della nazionale italiana, la banda Wilmots vestiva abiti sgargianti, con tanto di lustrini e paillettes. Troppo sfarzo ha però imborghesito i belgi, che dopo una sequela di inefficaci tiri da lontano (escluso quello di Nainggolan) si sono persi tra i loro ghirigori.

Il Galles ha invece scritto un'altra pagina della sua fiaba. Un vecchio e consumato adagio sosteneva che troppi galli in un pollaio non possono coesistere. Scherzando, a me piace rivisitarlo e sottolineare come simili... Galles nel pollaio - oltre alla squadra di Coleman cito in merito Leicester e Islanda - siano una manna!

Meglio queste fiabe che i freddi numeri: quelli che volevano l'Italia aguzzina dei tedeschi, come a Messico '70, Spagna '82, Germania 2006 e Polonia e Ucraina 2012. Che importanza hanno queste statistiche se poi la storia le riscrive come fatto ieri sera dopo infiniti rigori, sciagurati balletti (Zaza) o maldestri... scavetti che avrebbero dovuto teoricamente irridere la Mannschaft (Pellé)?

La cabala è un giullare impertinente, che ingolosisce l'Italia consegnandole lo scalpo della Spagna dopo una ventina d'anni di vacche magre per poi spezzare il tabù che tanto pesava ai tedeschi. Gli sfottò sulla pizza - che hanno inelegantemente gettato pepe sulla tenzone - per una volta non hanno fatto da boomerang sul sarcastico mittente. Niente di bizzarro, perché si trattava di un tabù che il tempo avrebbe sfatato. Come accaduto con quello spagnolo. Conte è intelligente e sa che è così, anche perché la classe vale più dei numeri.

Chiusura con una curiosità: imbattuto, imbattibile ma ignaro del significato del sostantivo "successo" a questo Euro 2016, il Portogallo di Santos avanza grazie a pareggi,  supplementari e rigori. Ma visto e considerato il cammino dei lusitani, il... Santos vale la candela!

CaSco | 3 lug 2016 01:35

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