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Crudeli eurobeffe

Rigori, autogol e supplementari: nelle prime 3 gare degli ottavi di finale le delusioni le portano i titoli di coda

Crudele. È il primo aggettivo che istintivamente pesco dal mazzo per descrivere gli ottavi di finale di ieri, quelli che hanno ufficialmente dato il via alla spietata fase a eliminazione diretta di questo Europeo francese. Crudele perché nessuno dei 3 match in questione ha lasciato agli sconfitti il tempo di metabolizzare la sconfitta. Tra lotteria dei calci di rigore, gol nella porta sbagliato negli ultimi 15' e rete ormai quasi allo scadere dei supplementari, beh, per le nazionali eliminate sono state tre "mazzate". Se poi una delle prime escluse è proprio la Svizzera, allora è ancora peggio. In questo caso neanche il detto "mal comune mezzo gaudio" può infatti risollevare il morale dei rossocrociati, beffati come Irlanda del Nord e Croazia.

Cominciando proprio dalla nazionale di Petkovic, la sua eliminazione è di quelle che fanno rumore qui da noi, perché il Ticino si ritrova ora con un Europeo un po' monco. Le responsabilità della Svizzera? La prima considerazione è che ultimamente manca 1 per fare 31. Poi va sottolineato come la Nati abbia giocato davvero solo nel secondo tempo. Last but not least, è mancato l'attacco. Il punto da cui ricominciare sono le prestazioni, soprattutto considerando che hanno prodotto molte palle-gol. Quelle, infatti, non sono davvero mai mancate e testimoniano che sotto questo punto di vista Vlado non si è smentito: è dai tempi dell'Agno che picchia su questo tasto e la sua mano si è vista anche stavolta. I presupposti per rialzarsi stanno insomma in una ritrovata mentalità offensiva.

Per quel che mi concerne, poi, non voglio mica... schivare l'oliva e mi cospargo simbolicamente e simpaticamente di cenere per aver sentenziato in anticipo che la Polonia sarebbe stata solo Lewandowski. Non è andata proprio così, anzi! Nonostante il suo gol nella lotteria dei rigori, il "bayernista" ha lasciato infatti le luci della ribalta ai compagni che giostrano sulle fasce. Almeno per 45' è in queste zone di campo che la Polonia ha tessuto la sua pericolosa tela. Proprio quel gioco sulle fasce che Petkovic tanto ama e che a Bellinzona esaltò anche grazie alla scoperta di un signore di nome Lulic...

L'Europeo non perde solo la Svizzera ma pure Irlanda del Nord e Croazia (il mio FantaEuro si ritrova così orfano di Vrsaljko e Modric). Nel derby da fiaba tra outsider, il Galles ringrazia lo sfortunato McAuley ma sa vincere con una signorilità che vale più  del biglietto per i quarti di finale. Coach Coleman che abbraccia l'allenatore nordilandese sconfitto, per me, è una... cartolina dalla Francia da appiccicare idealmente su questo Eurodiario.

La sconfitta della Croazia, sfortunata per il palo di Perisic nell'azione che precede invece il crudele gol lusitano, conferma che il fatto di avere - tra centrocampisti e attaccanti - quasi più tecnica di tutte le altre sfidanti di Euro 2016 non è stato un atout, anzi. Da metà campo in su, in alcuni frangenti determinanti della partita, l'egoismo dei singoli è infatti andato a discapito della coralità.

Nonostante nessuna abbia particolari demeriti, Svizzera, Irlanda del Nord e Croazia abbandonano comunque le luci della ribalta e lo spettacolo proseguirà senza di loro. Sarà crudele ma è così. Come accade al Calvero del film di Chaplin: appena strappato tragicamente al palco, è subito rimpiazzato da una ballerina (la sua ex) che danza sui titoli di coda.

CaSco | 26 giu 2016 09:30

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