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Da Shaqiri alla mano de Dios

LA SCIMITARRA di Mauro Antonini

Xherdan Shaqiri deve assolutamente invertire la rotta. Dopo i fasti basilesi, l’attaccante ha conosciuto momenti difficili nel Bayern Monaco e nell’Inter. Nello Stoke City infine si è mantenuto su livelli di rendimento appena discreti. In nazionale si è pure smarrito e nelle prime tre uscite dell’Europeo è parso in difficoltà. Ma ora non ci sono più scuse: con la Polonia dovrà cambiare marcia e dimostrare attaccamento alla maglia che indossa. Prenda esempio dall’Albania e dai suoi giocatori.

Sono passati 30 anni giusti e perciò il fattaccio è finito abbondantemente in prescrizione. Ma in fantasmi del quarto di finale dei Mondiali messicani fra Inghilterra-Argentina continua ad aleggiare sulla storia del calcio. E dopo la confessione di Diego Maradona nel suo libro Mano de Dios, appare sempre più chiaro ed evidente che quel gol di mano agli inglesi sullo 0-0 andava annullato. Come disse allora l’indimenticato telecronista della RSI Giuseppe Albertini. Mondiale falsato.

M.A.

M.A. | 23 giu 2016 00:42

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