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La Svizzera che non sa sorridere e l'altro Europeo

Neanche chi buca la rete fa festa... In Italia, invece, interessa di più il mercato che gli azzurri

Una risata vi seppellirà. Ma potrebbe anche fungere da molla. Questa rubrica non è adatta per accogliere un'analisi storico-sociologica sul sorriso, però due considerazioni sull'imbronciata Svizzera ci stanno tranquillamente.

Il significato di questo 1-1 (un punto guadagnato o un successo mancato) non è il tema di discussione odierno di questo Eurodiario, ciò che mi interessa è sottolineare come in questa squadra neanche chi buca la rete festeggi. Poi, nel caso specifico, Mehmedi non era un ex, in quanto non ci risulta che vanti trascorsi giovanili con la nazionale del Conte Dracula... Dopo quella botta che riequilibriva una gara delicata e spazzava via le critiche che gli erano piovute addosso ultimamente, ci sarebbe quindi voluto un sorriso da spot del dentifricio. 

Ma la questione non riguarda solo la punta di Vlado, perché la sensazione - a giudicare pure dalle immagini del dopo partita - è che tutto il clan rossocrociato appaia incavolato. D'accordo la tensione, ci sta la concentrazione massimale che quasi sfigura i volti degli attori in campo, ma un "cheese" farebbe comunque meglio di tanti musi lunghi. La squadra non gira perfettamente,  ma produce diverse occasioni da gol e 4 punti in due partite buttali via! Se fosse proprio il sorriso il... puntero che manca sotto porta? Non si chiede alla Nati di fare come quel russo che oggi - al momento di rimpiazzare un compagno sul 2-0 in favore della Slovacchia - è stato pizzicato dalle telecamere a ridere a bordo campo, ma sarebbe ora di disegnarsi sul volto almeno un accenno di solarità.

Il popolo vuole che Petkovic titolarizzi Embolo: perché no? Considerato il discorso precedente, oltre alla bravura tecnica Breel è infatti sorridente e suscita simpatia, come il protagonista del telefilm "Il mio amico Arnold".

Dai bronci agli "sgub", come direbbe Aldo Biscardi. Già perché oltre confine, nella vicina repubblica, interessa più il mercato degli azzurri. Nel Paese di Dante, le gesta dei... bastardi della difesa di ferro del generale Conte finiscono in secondo piano appena rimbalza l'ultima notizia di Euromercato. Così quello che importa davvero è che Ibra potrebbe tradire il Manchester United e Mourinho per il Bayer Monaco di Ancelotti, che la Roma starebbe per accaparrarsi Witsel, che il Milan (cinese?) Ricominci in attacco da Immobile e che il capitano della Svizzera Lichsteiner abbia uno stuolo di accaniti corteggiatori. Si tratterebbe addirittura di un poker, composto da Chelsea, Manchester City, Wolfsburg e Schalke 04. A proposito, non è che l'ingaggio di Dani Alves e tutti questi discorsi di mercato siano l'autentico problema di Stephan?

A proposito ancora di italiche questioni, l'UEFA non ha schierato nel suo All Star Team neanche un azzurro. Nella difesa della squadra "ministeriale" 4 spagnoli e un tedesco e in porta Neuer. Un po' singolare, considerando la prestazione difensiva dell'Italia, incensata anche dai media esteri.

Le ultime righe del mio diario le voglio dedicare oggi alla sfortunata Albania, che in due partite non ha raccolto nulla pur non demeritando. Ieri sera la Francia ha schiodato lo 0-0 all'89' e questo è ormai il minuto d'oro dei galletti. Le Aquile di Gianni De Biasi si aggiudicano solo l'Europeo dei... tatuaggi. I transalpini, invece, si godono un Payet da copertina. Attaccante, questo, che se non lascerà il West Ham (difficile considerate le sue prestazioni) terrà a battesimo Conte nel suo esordio in Premier. Ah già, perché pure il debutto dell'ItalChelsea, qualche chilometro più in là, interessa quasi più dell'Europeo.

CaSco | 16 giu 2016 05:00

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