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Le pulizie di Jogi e il sangue di Antonio

Se in campo lo spettacolo latita, ci pensano i commissari tecnici a... ravvivare Euro 2016

Quando eravamo imberbi studentelli e a scuola ci beccavano con le dita nel nasino, la "soressa" chiedeva ironicamente di mandarle una cartolina una volta giunti in cima. Si sa, quelle sono scalate impervie e che fanno rabbrividire i cultori del galateo. Beh, giudicando quanto accaduto nell'area tecnica della Mannschaft nel corso di Germania-Ucraina, tra questi ultimi non c'è il commissario tecnico - campione del mondo - Joachim Löw. Le sue accurate pulizie lo hanno infatti appassionato più di ciò che accadeva in campo. Come dire: lo spettacolo latita, diamolo noi coach!

Ma Jogi si era cimentato già in passato con quest'arte che non ha molto a che spartire con la finezza. Insomma, l'ex attaccante di Sciaffusa, Winterthur e Frauenfeld è iridato anche in questo senso. A proposito, oltre ai giochi di prestigio appena citati, negli ultimi minuti si è avventurato in zone ancor meno nobili. Il tutto senza la minima vergogna e, anzi, quasi ostentando con nonchalance e un pizzico di narcisismo. La sua squadra in campo non ha girato come al Mondiale di Brasile 2014, lui invece è già in formissima.

Da un coach all'altro, da Löw a Conte. Antonio, dopo l'esordio di Lione, è un po' come il pescatore cantato da Fabrizio De André, ossia quello che "aveva un solco lungo il viso come una specie di sorriso". Non proprio una cicatrice, ma qualche graffio sanguinolento. È stato lo scotto da pagare all'esultanza, ma per un duro come lui - che trae linfa per i suoi allenamenti dal libro "L'arte della guerra di Sun Tzu" - queste sono bazzecole. Il caso è comunque singolare e verrebbe da dire che se a infortunarsi è il Mister, allora siamo messi proprio bene...

Un'annotazione, ora, dell'ex nazionale Fulvio Collovati, il ricciolone di Bearzot che nel 1982 fu protagonista con gli azzurri di una storica corrida spagnola, consegnata al mito come Italia Mundial. Riferendosi al Belgio infarcito di mezzepunte ma con un solo attaccante, nonostante fosse il momento di rimontare l'Italia contiana, Collovati ha dichiarato: "Oggi si gioca con un'unica punta, ai miei tempi ne schieravamo 2 più un'ala destra e ci davano dei catenacciari...". Paradossi del calcio moderno, che del suo ultra offensivismo teorico ne fa quasi un vanto.

Un'ultima considerazione tinta d'azzurro: il successo contro la seconda forza del ranking è la dimostrazione che in queste sue prime giornate Euro 2016 sta riscrivendo i pronostici. Le nazionali più accreditate - anche se e quando vincono - non hanno ancora sciorinato il gioco chè potrebbero e dovrebbero, le armate Brancaleone (sulla carta) invece se la ridono. Soffrendo, ma per quella che si annunciava come la più debole Italia di sempre (almeno tecnicamente) stavolta il vecchio catenaccio è giustificato.

Quello che proprio non gira è il mio FantaEuro. Ad oggi posso ringraziare solo la legnata della meringa Modric che, complice un altro portiere un po' farfallone, mi ha fatto acquisire qualche punto. Morata il gol lo sfiora solo, quindi mi aggrappo a Cristiano Ronaldo, che stasera se la vedrà contro l'Islanda, mica il Brasile del '70!

Col Gruppo F, inoltre, si chiude il primo giro di valzer, o di can-can, considerando che è l'Europeo francese. Salvo fuochi d'artificio, comunque, questa prima fase dovrebbe andare agli archivi con un equilibrio più incline alla noia che alla suspense.

CaSco | 14 giu 2016 05:30

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