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26 anni dopo, con gli stessi occhi sgranati

Comincia oggi anche il mio personalissimo Europeo, un viaggio da raccontare in un diario da condividere con voi...

Eh già... io sono ancora qua, come canta il buon Vasco. 26 anni fa scoprii la magia del pallone e tante, troppe sigarette dopo mi appresto a gustarmi l'Europeo 2016. Per me che adoro pure la settima arte, la Francia è inoltre quella che ha regalato un mito come François Truffaut, cantore alla macchina da presa di tragici amori, in perfetto stile cinematografico transalpino.

Ma non divaghiamo, almeno non subito. Torniamo quindi all'estate del 1990, quella delle notti magiche "urlate" dalla coppia Bennato-Nannini e marchiate a fuoco da una meteora che ballò davvero solo allora: Totò Schillaci da Palermo. Cresciuto nei famigerati quartieri di "Mery per sempre", fu l'eroe per caso del Mondiale di Italia '90. In campo, dopo un gol o una protesta arbitrale, regalava alle telecamere l'istantanea dei suoi occhi sgranati. Come i miei, che a quasi 12 anni facevo, in ritardo ma estasiato, la conoscenza con quella sfera di cuoio che mi avrebbe poi sempre accompagnato. 

Oggi di anni ne ho 37 e la passione per il pallone è addirittura tracimata. Ho imparato ad amare anche e soprattutto le serie minori e fagocito biografie calcistiche. Quest'Europeo ravviverà da oggi le mie giornate e io - che non voglio mica paragonarmi a Jack Kerouac - sarò felice di accompagnarvi metaforicamente "sulla strada" che porta alla finalissima del 10 luglio.

A questa kermesse chiedo emozioni ma anche... risate e in merito ci penserà il trio della Gialappa's Band a farmi felice. Già, perché per la partita serale ho già prenotato una poltrona in prima fila nel mio salotto con le telecronache del famoso trio Santin-Taranto-Gherarducci, che prende il nome da una purga.

Non voglio perdermi nulla già da questa sera, dal momento che al FantaEuro schiero il "mio" (nel senso di Juventus) Evrà: Patrice, mi raccomando, non farne un'altra tipo Allianz Arena e ripaga la fiducia dello "Sporting Carlosky".

Domani toccherà invece alla prima scorpacciata, con un trittico inaugurato dalla Svizzera e da quello strano... derby con l'Albania che si annuncia duretto: l'agonismo, infatti, non dovrebbe proprio mancare.

La mia curiosità, poi, sarà catturata dalle "piccole", come Islanda, Galles e Irlanda del Nord: nell'anno in cui la Premier ha incoronato il Leicester, loro cercheranno di danzare sul sottile confine che separa la disfatta di un'armata Brancaleone dalle imprese stile Danimarca del 1992 e Grecia del 2004. Ma qui siamo ad anni luce di distanza, calcisticamente parlando, e quindi sulle simpatiche matricole mi godrò soprattutto i caustici commenti dei Gialappi.

Tagliente ironia che potrebbe non risparmiare neanche nazionali ben più blasonate, come l'Italia: quella di Antonio Conte sarà davvero una macchina da guerra o assomiglierà invece al più modesto triciclo di "Shining"? I corridori del ritiro di Montpellier come quelli dell'Overlook Hotel, quindi? Agghiacciande!

L'importante, in generale, è che in questa rassegna non manchi il gol, perché quello è tutto, come recita il titolo della biografia di Schillaci che ho appena aggiunto alla mia collezione: lo vedete che il cerchio si chiude?

CaSco | 10 giu 2016 10:00

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