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Il Festival cresce, Locarno è ferma al palo

Nadia Dresti, ecco cosa manca al Pardo: 'Alberghi senza wireless e condizionatori, deroghe in ritardo, la Suite, la Casa del cinema...'

"Dobbiamo crescere. Dal punto di vista artistico il Festival ha raggiunto un livello straordinario, e' un prodotto formidabile che ha come unica carenza le strutture", queste sono parole di Marco Solari Presidente del Festival a cui fanno eco quelle di Nadia Dresti, volto femminile della delegazione artistica e responsabile del settore Industry, quello della promozione dei film per intenderci. E' lei che ha i contatti con i produttori, con i distributori ed è lei che, insieme ad Olivier Père, viaggia per tutto il mondo per promuovere l'immagine del Festival e farlo diventare quel prodotto di successo che tutti abbiamo potuto ammirare in questa edizione.

A lei abbiamo chiesto di commentare la frase del presidente per capire cosa serva al Festival per cresce e quali siano i suoi limiti. "Il Festival - ci dice Dresti - può vantare una grande considerazione  in tutto il mondo. Io e Olivier Père possiamo constatare che ogni anno che passa il Festival acquista una dimensione sempre più prestigiosa. Noi facciamo un grande lavoro di immagine e riusciamo a convincere star di livello internazionale a venire a Locarno, ma diventa un problema quando poi dobbiamo portare ospiti di così altro standard in strutture in cui nemmeno io soggiornerei".

"A Locarno - aggiunge - non ci sono hotel cinque stelle. Le stanze sono spesso troppo piccole, a volte manca perfino il wireless o l'aria condizionata. Per i nostri ospiti siamo costretti a trovare soluzioni fuori dalla città, a volte ad Ascona (dove comunque i posti sono pochi perché parliamo di una cittadina altamente turistica, a maggior ragione ad agosto). Altre volte siamo costretti a portare i nostri ospiti a Lugano. Lo facciamo soprattutto con quelli americani che sono più avvezzi a fare viaggi lunghi, ma anche questa soluzione comprende diversi problemi logistici".

"Gli hotel - prosegue - non sono l'unico problema. Quest'anno per esempio sono state concesse le deroghe straordinarie con uno straordinario ritardo. Siamo arrivati al 15 luglio. E questo ha fatto sì che l'organizzazione notturna diventasse un vero problema. Senza la Suite non c'era un posto adatto dove portare gli ospiti più festaioli e nottambuli. Mancava un luogo di incontro che permettesse alle star o alle personalità del settore di rilassarsi, conversare, conoscersi e godere dell'atmosfera speciale che si crea nei Festival.  Era un serio problema che abbiamo risolto solo grazie all'aiuto del sindaco di Ascona Luca Pissoglio, che ha capito le nostre necessità e ci è venuto immediatamente incontro per quel che riguarda i permessi al Lido di Ascona. Il posto si è rivelato perfetto potendo ospitare elegantemente oltre 500 persone in un ambiente esclusivo. Ma ancora una volta abbiamo dovuto orientarci fuori dal comune di Locano".

"Quello che vorremmo - prosegue Nadia Dresti - é ancorare sempre di più la manifestazione alla città durante gli undici giorni del Festival, ma non solo. Speriamo di poterlo fare con la Casa del cinema, progetto che ci aspettiamo di vedere realizzato quanto prima e con altri piccoli eventi che stiamo organizzando durante l'anno".

E infine: "Per crescere abbiamo bisogno del sostegno di tutti, del Comune, degli albergatori, dei ristoratori ma anche di tutte quelle persone intraprendenti che osano e credono nel nostro Festival. Di conseguenza tutte le strutture organizzate ad hoc come La Suite o la Rotonda sono sempre benvenute.  Siamo convinti che la crescita del Festival del film di Locarno possa portare benefici a tutti, alla città di Locarno in primis".

Hescka Sagred
locarnofestival | 19 ago 2012 01:28

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