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Andrea Genola - LIA, dal pizzo al ricatto

Con l’intenzione di frenare la concorrenza sleale, la LIA è però l’esempio di quanto di peggio si sia mai  fatto in questo ambito, perché solo la motivazione era condivisibile e purtroppo null’altro. Infatti nemmeno lo spirito dalla LIA si può salvare, perché il perseguire un buon fine in modo illegale non è sostenibile.

Sarebbe troppo lungo e non vale la pena ora elencarle tutti i demeriti di questo strumento anche perché ben noti. Dopo il responsabile annuncio del Governo di volere abrogare la LIA credevo, fosse finalmente chiusa la giostra di menzogne è slogan in suo sostegno. Mi illudevo che finalmente si potesse lavorare e spendere soldi per ciò che serve davvero.

Purtroppo ieri l’UAE ancora una volta a causa della la LIA ha scritto un’altra bruttissima pagina della sua storia lasciando Espoprofessioni. Peccato perché il lavoro svolto in questo ambito è sempre stato ammirevole e degno di lode.

Azzerare così il buon lavoro svolto arrogandosi il diritto di essere i depositari del giusto e superiori alla costituzione e al diritto, solo pochi mesi dopo aver dovuto allontanare un commissario LIA, è quanto di peggio si possa fare per l’immagine della categoria. Che brutta figura per le aziende rappresentate dall’UAE ca. 700 su più di 4000 che non sono farabutti e se lo fossero che li denuncino.

Triste e peggio è il cercare di strumentalizzare i giovani per i propri fini invitandoli a sostenere con una spilla uno strumento giudicato illegale e incostituzionale da un tribunale. Mi permetto di ricordare ai giovani ticinesi che la LIA solo a loro aggiunge 3 anni di pratica oltre al diploma per potere chiedere alla commissione il permesso di vedere coronati i loro sogni di avere un’attività in proprio.

Peccato, perché l’UAE a Espoprofessioni invece di questa infausta decisione avrebbe potuto, al posto di spendere soldi per le spille in sostegno dell’illegalità, divulgare il gioco sosTIeni gratuito che ho gentilmente offerto a Espoprofessioni. Gioco che ha il solo scopo di sensibilizzare alla responsabilità e alla reciprocità genitori, ragazzi ecc.

Dopo la giusta decisione del Consiglio di Stato di avviare l’abrogazione della LIA, la politica ecc. ha ribadito giustamente l’intenzione di intervenire comunque in sostegno degli artigiani.

Ebbene chi lo vuole fare, lo può fare immediatamente senza spendere un franco, senza far spendere un franco alla comunità, senza creare burocrazia, promuovendo non solo un settore economico, ma tutta l’economia ticinese e la società ticinese, sensibilizzando al contempo alla responsabilità individuale delle proprie scelte, invitando tutti e, soprattutto, chi trae maggiori vantaggi dal territorio a scelte etiche e sostenibili. E come?

Semplicemente aderendo alla campagna di sensibilizzazione gratuita sosTIeni condividendo e impiegando il logo, o meglio il promemoria sosTIeni. Per questo motivo, inoltrerò nuovamente la richiesta al Consiglio di Stato ad aderire e promuovere questa iniziativa, peraltro già apprezzata in precedenza e ora anche presente a Espoprofessioni perché, lo ribadisco, allo Stato e alla società ticinese non costa nulla.

Il Ticino ha bisogno di cittadini responsabili e non dil imitazioni della libertà.


Andrea Genola, artigiano ticinese 

 

Redazione | 9 mar 2018 11:48

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