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Giancarlo Jorio - Le puzze inducono a identificare chi vigila sull'inceneritore

Il Gran consiglio della Repubblica e Cantone Ticino ha votato la legge concernente l’istituzione dell’azienda cantonale dei rifiuti (ACR), il 24 marzo 2004. In seguito messa in vigore, al capitolo organizzazione dell’ACR, sono definiti gli organi. Tra questi, il Consiglio di amministrazione, composto da cinque membri, nominati dal Gran Consiglio su proposta del Consiglio di Stato per un periodo di quattro anni, riconfermabili al massimo due volte.

La legge indica puntualmente le incompatibilità e collisione d’interesse. Un membro del Consiglio di amministrazione non può essere presente alle discussioni e al voto su oggetti che riguardano, tra altro, persone giuridiche di cui è amministratore o dipendente. La legge definisce puntualmente anche le Autorità superiori dell’ACR: tra queste il Consiglio di Stato al quale attribuisce competenze che consistono nella vigilanza sulle attività dell’ACR e in particolare sulla conformità con le esigenze di efficienza, di economicità e di salvaguardia dell’ambiente.

Il consiglio di amministrazione ACR è attualmente composto dai signori: Andrea Bernasconi, presidente, Riccardo Calastri, vicepresidente, Claudio Zali, Marcello Bernardi e Ivan Pau-Lessi, membri. Ora, per la presenza nel Consiglio di amministrazione del Consigliere di Stato Claudio Zali, che è anche direttore del Dipartimento per legge preposto a vigilare sulla conformità, le esigenze di efficienza, di economicità e di salvaguardia dell’ambiente dell’ACR, sembrerebbe ipotizzabile qualche incongruenza con la legge istituente ACR.

Sotto il profilo dell’incompatibilità a sensi della legge, anche la presenza nel Consiglio di amministrazione dei membri, Marcello Bernardi, già capo divisione del Dipartimento del territorio al momento della pianificazione e delle decisioni importanti per l’approvazione dell’impianto, parimenti di Ivan Pau-Lessi, già municipale di Giubiasco che aveva sostenuto personalmente contrarietà alle scelte sull’impianto e alla modifica pianificatoria proposta ad hoc per la sua realizzazione, si appalesano riflessioni che non trovano inequivocabili riscontri.

A prescindere, in questo Cantone, sembrerebbe sia impensabile costituire strutture dirigenti sgombre da ogni ipotizzabili esclusioni di persone per situazioni che a rigore, in primis, già dovrebbero far luogo di riflessione ai diretti interessati.

Giancarlo Jorio, ingegnere, ex municipale di Giubiasco

Redazione | 25 feb 2018 09:55

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