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Marco D’Erchie - Quale integrazione?

Nel terzo trimestre del 2017, l’immigrazione in Svizzera (dati SEM) è calata del trentatre percento (33%) rispetto allo stesso periodo del 2016; le domande d’asilo totali in Svizzera sono state 1409. Il picco più basso registrato dal 2010 ad oggi (dati SEM). Sicuramente uno dei motivi principali di questo calo è stato il sistematico e illegale respingimento dei migranti (spesso anche minorenni) ai nostri confini; secondariamente la Svizzera sta cercando di apparire come un paese sempre meno ospitale, con una politica sempre più orientata a destra.

Il nostro Cantone in questo senso non va certo in controtendenza ed alcune scelte potrebbero far discutere. Esperti del settore riferiscono che per il 2018 è prevista una diminuzione dei corsi di italiano per richiedenti l’asilo nonostante l’incentivo previsto dalla Confederazione per queste attività sia raddoppiato, non si capisce il perché di questa discrepanza. Soprattutto non si capisce dove finiscano questi soldi in eccesso! Soldi che transitano dal tanto chiacchierato DSS (Dipartimento Socialità e Sanità) al centro degli ormai noti scandali legati alla questione Argo1.

Lascia perplessi la decisione delle autorità cantonali di prolungare il periodo nei centri di registrazione della Croce Rossa a tempo indeterminato dopo l’ottenimento dello statuto di rifugiato, misura questa che non aiuta certo a calarsi nella nuova realtà. Una vera integrazione passa da un nuovo approccio alla migrazione, rafforzando i rapporti con le associazioni sul territorio che da anni si occupano di queste situazioni. Eliminare le barriere linguistiche è solo il primo passo per invertire la rotta sin qui intrapresa, aprendosi il più possibile verso quelli che saranno gli svizzeri di domani.

Marco D’Erchie
PS Mendrisiotto

 

Redazione | 21 feb 2018 12:51

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