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Giancarlo Jorio - Signor Sindaco, per ora 55 mila franchi bastano!

Dopo la votazione nel merito delle remunerazioni del Municipio, la classe politica fa ancora finta di non capire che la maggioranza dei cittadini ha espresso in modo chiaro quanto per ora sia disposta a concedere, a prescindere dalla fiducia riposta nell’autorità, interfaccia del problema.

Sindaco e vice, che hanno perorato la causa per le remunerazioni anche in diretta RSI, non hanno esternato nemmeno un minimo di autocritica, anzi si sono precipitati, amplificati dai soliti megafoni, a raccontare che la gente non li avrebbe capiti, bontà loro.

Allo stato delle cose, dovrebbe essere sufficientemente chiaro che il futuro della Città si gioca ben oltre l’interesse e la difesa di una poltrona ed è direttamente legato alla credibilità istituzionale.
Per ora di prestazioni di qualità se ne sono viste poche, anzi, la sensazione è che il nuovo comune fatichi parecchio a decollare.

Per contro gli onorevoli sembrerebbero si diano più da fare per assicurare i bulloni che li fissano alle poltrone istituzionali, trascurando importanti analisi e ponderazioni, ma su tutto, il dovuto rigore che il cittadino si attende dall’autorità.

Pertanto, per diritto acquisito, la rimunerazione del sindaco, vice e municipali con onorari analoghi a quelli in vigore nella Bellinzona “ante nuova Bellinzona” per ora dovrebbe bastare, anche perché governare un’entità di 40 mila abitanti o 20 mila non cambia assolutamente niente, per altro disponendo il Municipio di un’amministrazione che ha acquisito una quantità di funzionari dirigenti e non, ben superiore all’organico disponibile nei singoli Comuni in precedenza amministrati a se stanti.

Fare il municipale a Bellinzona, deve restare primariamente una missione che comporta doveri e responsabilità, ma su tutto, la carica istituzionale deve restare un gratificante piacere di mettere a disposizione conoscenze e lavoro rendendo un servizio utile alla comunità, una missione di volontariato gratificante così come ogni altra prestazione di volontariato assunto da molti cittadini nell’interesse della comunità.

Remunerare sindaco, vice e municipali, commisurando la loro carica istituzionale a una prestazione semi-professionale è oggi una misura prematura, inappropriata e non fonda su motivazioni oggettivamente sostenibili, tanto per cominciare con la definizione delle responsabilità di municipale (LOC).

Dovesse in futuro porsi il problema di riconsiderare la carica di municipale, senza l’ombra di conflitti d’interesse, senza incorrere in soluzioni pasticciate e di mezze misure, s’imporrebbe una riforma radicale e legislativa. In tal evenienza la carica dovrebbe essere definita totalmente professionale, con la riduzione a cinque del numero dei municipali.

Pertanto, per ora e fino alla fine del corrente mandato, non c’à niente di che inventare, bensì semplicemente da applicare gli onorari in vigore in precedenza, che anche secondo LOC, tengono conto in modo adeguato del lavoro richiesto per l’assolvimento del mandato pubblico.

Forzare ancora, proponendo e approvando retribuzioni quantificate quali prestazioni semi-professionali, ancorché di professionale abbiano, parrebbe, solo il nome, si aumenterebbe il rischio d’incorrere in un altro pantano dove la decisione non sarebbe più lasciata nelle mani della politica ma rimessa all’esame dei giudici.

Giancarlo Jorio, ex municipale di Giubiasco.

Redazione | 1 feb 2018 15:25

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