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Filippo Martinoli - No Billag: 370'000 persone senza storia!

Per gli umani essere in vita non vuol dire soltanto mangiare, lavorare e dormire ma anche parlarsi (senza i-phone…) e raccontarsi. Chi non ha racconto di sé e della propria gente si estingue senza lasciare traccia. Chi accompagnerà gli svizzeri italofoni con un racconto assiduo e sereno se viene a mancare il mezzo per trasportare nelle nostre case parole e immagini della nostra vita: la Radiotelevisione della Svizzera Italiana e le nostre emittenti locali?

La RSI non è solo cronaca nostra con trasmissioni che rischieremmo d non vedere più: L’ora della terra, le Voci del Grigioni italiano, i Modem, il Giardino di Albert, il Quotidiano, i tanti bollettini della nostra vita culturale e artistica. Ma anche gli stimoli a salvare il nostro ambiente, le nostra acque, i boschi e i ghiacciai. Anche i nostri sforzi per premiare l’istruzione , le eccellenze (USI , SUPSI, OSI) resterebbero senza voce.

Guardo nel passato recente e mi sovvengono due esempi dove avere una storia nostra raccontata ci ha rinfrancato nella nostra fierezza di italofoni svizzeri. I nostri media dalla loro nascita prebellica ci hanno narrato a più riprese delle nostre virtù di architetti, scultori, artisti e anche umili “pica-preda” del passato e di quel cordone ombelicale che legava questi saper fare risorti nei nostri bravi architetti attuali. Questi hanno saputo convogliare il loro impegno didattico nella Accademia di Architettura, primo nucleo dell’università di cui siamo giustamente orgogliosi.

E poi che ne sarebbe stato della nostra voglia di musica, finalmente risorta nel Conservatorio e nell’OSI, un popolo di artisti e di futuri artisti ai quali senza la RSI sarebbe mancata l’amplificazione del loro creare e fare bellezza. Il passato se ne andrebbe nella polvere di un archivio RSI che nessuno si occuperebbe di tenere spolverato e vivo. La nostra vita politica (che non è solo la cronaca assillante di Argo) si diluirebbe in un’informazione euro- pletorica, di nessuna pertinenza circa i nostri problemi: traffico, immigrazione, frontalieri,salari minimi e ambiente.

Trecentosettantamila persone senza storia, senza voce, senza racconti. O al limite solo i racconti degli altri, da un etere qualunquista e diluito, senza i nostri colori di italofoni svizzeri. È quello che vogliamo?

Filippo Martinoli

 

Redazione | 27 gen 2018 12:04

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