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Daniele Dell'Agnola - I bottoni nucleari e i bottoni dei pantaloni

"La guerra dei bottoni" è un romanzo che Louis Pergaud pubblicò cent’anni fa. L’autore descrive la vita dei ragazzi contadini, ambientando la storia all’ inizio del XX secolo. Senza censurare il linguaggio, rappresenta un mondo che oggi non appare superato nelle dinamiche conflittuali.

Louis Pergaud, morto a soli trentatré anni proprio in guerra, mette in scena una serie di battaglie tra due bande di ragazzini, che si combattono a suon di insulti e lanci di pietre. Ma sono i bottoni delle camicie e dei pantaloni, a simboleggiare la vittoria o la sconfitta dei giovinastri: vengono strappati ai prigionieri, che devono così tornarsene a casa dai genitori, al suono delle campane, con gli abiti scuciti, le braghe calate. Il prezzo da pagare è alto perché l’educazione, in quella realtà, è dettata dalle botte dei padri padroni. Come superare questa pena? Forse una soluzione c’è: presentarsi sul campo di lotta nudi, senza bottoni, senza vestiti. Nudi e folli, i protagonisti vivono, nel mondo dei piccoli, ciò che accade tra gli adulti.

"La guerra dei bottoni" (1912) è uscito nella prima edizione italiana nel 1929, ma soltanto nel 1978 abbiamo la pubblicazione non censurata del testo.

Oggi sentiamo parlare di bottoni nucleari. La storia di Pergaud ci aiuta a riflettere con occhio critico anche sul presente, regalandoci immagini di infanzia e adolescenza che mirano a colpire “i bottoni dei pantaloni”. E a rimanerci “nudi” siamo forse noi lettori adulti, disarmati e con le “palle penzoloni”.

Daniele Dell'Agnola, docente Supsi, scuola media, scrittore

Redazione | 3 gen 2018 16:30

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