Accedi
Commenti 1

Claudio Franscella - La commissione di controllo USI e SUPSI non è un doppione

Alla base di una giusta e trasparente informazione c’è sempre una comunicazione attiva. E questa è una prerogativa indispensabile per ottenere la fiducia reciproca tra lo Stato e il cittadino, tra due enti pubblici o parapubblici o tra le diverse istituzioni di differenti livelli. Purtroppo a volte proprio la comunicazione attiva tra la Supsi, l’Usi e il Gran Consiglio è piuttosto lacunosa, nel senso che le informazioni contenute nei rapporti che vengono sottoposti al Parlamento sono incomplete e intempestive. Ad esempio i dati che sopraggiungono dal Decs in riferimento al grado di soddisfazione degli allievi sull’insegnamento, al grado di competenze acquisite dagli studenti al termine del percorso accademico, al numero effettivo di laureandi, all’assegnazione dei posti di lavoro agli studenti prossimi alla laurea e alla destinazione delle ricerche e delle pubblicazioni accademico scientifiche, sono a volte insufficienti.

Alla luce di questa situazione vi è quindi una difficoltà oggettiva per la Commissione scolastica - che è garante a nome del GC dell’alta vigilanza sul sistema scolastico ticinese - nel raccogliere tempestivamente le informazioni complete necessarie ai fini di una valutazione mirata e pertinente del sistema universitario.
Non dimentichiamo poi che il mondo accademico è pure esposto, in particolare con la Supsi, alla concorrenza e al libero mercato.
Tutto questo gioca quindi a favore di un maggiore controllo da parte dell’autorità politica.

E al momento attuale dobbiamo purtroppo dire che il compito parlamentare di controllo in questo ambito - proprio a causa di informazioni incomplete o intempestive - si riduce e si ridimensiona di molto e non permette di eseguire il vero mandato affidato dalla legge USI/Supsi che, ricordo, all’articolo 3 dice chiaramente che “Il Gran Consiglio, oltre ad approvare ogni quattro anni la pianificazione della politica universitaria cantonale, con il rispettivo impegno finanziario quadriennale e a decidere i contributi agli investimenti, deve essere informato tempestivamente sugli orientamenti strategici, sulla creazione di istituti, sull’affiliazione e sull’associazione di altri istituti, sulla pianificazione che concerne anche il sostegno di istituti di ricerca”.

I compiti importanti assegnati al Parlamento devono quindi poter essere eseguiti nelle migliori condizioni possibili affinchè le decisioni sugli onerosi finanziamenti, che vengono concessi regolarmente alle nostre istituzioni universitarie, vengano attribuiti con cognizione di causa e, soprattutto, nel rispetto della legge.
Il Parlamento, che ha votato a maggioranza l’istituzione della Commissione di controllo del mandato, vuole dare un segnale in questo senso ma non intende assolutamente toccare il rispetto dell’autonomia gestionale delle due università. Infatti, proprio per garantire a loro la piena autonomia, non ha ritenuto opportuno dare seguito alla proposta di regolare la presenza di un membro della commissione stessa nei Consigli USI e SUPSi.

Auspico quindi che l’istituzione di questa commissione di vigilianza possa essere recepita dai vertici delle due istituzioni univeristarie quale mezzo per migliorare i rapporti tra il mondo politico (che finanzia e ha dei compiti di vigilanza ben precisi) e quello accademico (che si occupa di ricerca e formazione) e non come un inutile doppione o, addirittura, come un doppio guinzaglio.

Claudio Franscella
2° vicepresidente del Gran Consiglio e membro della commissione scolastica

 

Redazione | 16 dic 2017 15:08

Vuoi dire la tua sull'argomento? Clicca 'Commenti'