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Alex Farinelli - Svizzeri nei fatti!

Il periodo storico che stiamo vivendo, complice anche il venir meno di alcune certezze, è caratterizzato da un rinnovato attaccamento ad alcuni valori nazionali. Un aspetto di per sé anche positivo ma che dovrebbe farci interrogare sul cosa significa innanzitutto essere svizzeri.

Sì perché entrando in una dinamica politica, e mi riferisco soprattutto al livello cantonale, mi pare che si è sempre più svizzeri nelle parole e sempre meno nei fatti. Ad esempio sempre più spesso si propone l’introduzione di norme che sono illegali rispetto al diritto superiore, o detto in altri termini che contrastano con le regole che la Svizzera ha fissato.

Ora devo dire che mi trovo un po’ in imbarazzo perché delle due l’una o riteniamo che certi valori del nostro Paese, come la legalità, sono importanti e vanno salvaguardati, oppure è inutile che ci si spacci per i difensori della «svizzeritudine». Ne è un esempio l’iniziativa che discuteremo in parlamento tra qualche settimana inerente il controllo preventivo dei contratti di lavoro legati alla concessione dei permessi per stranieri. Per sommi capi la stessa chiede che al momento del rilascio del permesso venga fatto un controllo sul contratto e sul livello salariale. Tutto bene se non fosse che in primo luogo la Confederazione, che è colei che decide le modalità di rilascio dei permessi, non consente questo tipo di controllo. Secondariamente per il 70% dei settori non ci sono dei salari di riferimento e quindi anche un controllo non porterebbe a nulla. Da ultimo gli abusi cui si assiste tendenzialmente sono dati dalla fase operativa del contratto dove ad esempio una persona impiegata al 80% viene fatta lavorare al 100%, questo ovviamente non sarebbe verificabile da un controllo preventivo.

In ogni caso proprio perché si capisce che ci sono alcuni problemi sul mercato del lavoro cui bisogna cercare di dare maggiori risposte, da parte nostra ci si è detti disponibili a valutare la misura ma a due condizioni: la prima che si valuti se questa, sulla base delle infrazioni oggi riscontrate, sia effettivamente efficace (anche perché per metterla in atto ci vorrebbero almeno una decina di nuovi funzionari); la seconda che se questa è davvero efficace si chieda a Berna di poterla applicare sulla base delle eccezioni previste dal diritto federale ma che vanno autorizzate. Insomma agire sì ma seguendo dei criteri di legalità e di efficacia. Perché a nostro avviso questo vuol dire essere Svizzeri, non con le parole ma con i fatti.

Alex Farinelli, capogruppo PLR

(editoriale apparso su Opinione Liberale)

Redazione | 1 dic 2017 09:16

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