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Giorgio Ghiringhelli - Votazione a Bellinzona, sto con i referendisti

In veste di promotore e copromotore di una quindicina di iniziative e referendum a livello comunale, cantonale e federale, sto seguendo con interesse la polemica in corso a Bellinzona sulla data fissata per la votazione sul Regolamento comunale (concernente in particolare l’aumento dei salari dei municipali approvato dal Consiglio comunale). Non entro nel merito della questione legata ai salari, ma non posso che condividere le proteste dei referendisti, secondo i quali la data scelta dal Municipio (21 gennaio) è decisamente troppo ravvicinata (considerate anche le festività natalizie) per consentir loro di organizzare dibattiti e propaganda, e cioè di informare convenientemente la popolazione .

A tal proposito mi sembra opportuno ricordare che in base all’art. 19 cpv 4 della Legge sull’esercizio dei diritti politici (LEDP) “Il Municipio fissa la data di convocazione dell’assemblea COORDINANDOLA con altre votazioni ed elezioni”, una norma introdotta dal Gran Consiglio il 23 febbraio del 2010 , e in vigore dal 1 luglio 2010, nell’intento di evitare di chiamare troppo spesso alle urne i cittadini ( a scapito della partecipazione al voto ) e di provocare in tal modo costi inutili.

In tale ottica la data scelta inizialmente dal Municipio poteva anche essere accettabile, considerato che per il 21 gennaio era già prevista la votazione per la nomina di un giudice di pace supplente del Circolo di Bellinzona. Ma ora che questa votazione è stata “cancellata” a seguito della rinuncia di uno dei due contendenti, il mantenimento di questa data per la votazione sul Regolamento comunale non si giustifica più e, anche secondo lo spirito del citato articolo della LEDP, appare giudizioso spostare la data in concomitanza con la votazione federale del 4 marzo , quando si voterà sull’iniziativa che chiede di abolire il canone radiotelevisivo ( e quando dunque la partecipazione al voto sarà verosimilmente più massiccia).

Capisco che il referendum contro l’aumento dei salari dei municipali abbia avuto l’effetto indesiderato di bloccare l’entrata in vigore del nuovo Regolamento comunale, ma, suvvia, non vi sono motivi tali di urgenza che giustifichino il rifiuto di abbinare la votazione comunale con quella federale già in programma per sei settimane più tardi. Tant’è vero che se per caso i bellinzonesi dovessero votare a favore dei referendisti, l‘entrata in vigore del nuovo Regolamento comunale sarebbe comunque destinata ad essere rinviata di diversi mesi senza che il mondo crolli. Mi sembra che nella circostanza il Municipio, evidentemente parte interessata, non abbia fatto tesoro del vecchio adagio popolare “la gatta frettolosa fa i micini ciechi”…

Il fatto che in base all’attuale Regolamento comunale una votazione può essere indetta non prima di un mese e non oltre 4 mesi dalla pubblicazione all’albo comunale della decisione che riconosce la regolarità e la ricevibilità di un referendum , non giustifica a mio modo vedere che si possa ignorare la “raccomandazione” stabilita dalla LEDP, che è una legge cantonale e dunque superiore a quella comunale : onde evitare abusi va benissimo fissare nel Regolamento un termine minimo e uno massimo, purché poi, quando ciò è possibile, si coordini la data della votazione con un’altra votazione già in programma entro tali limiti.

Da ultimo, ma non per importanza, vi è poi l’aspetto finanziario. Se non vado errato i costi per il materiale di una votazione federale sono interamente a carico della Confederazione e del Cantone, salvo i costi di spedizione delle buste ai cittadini (che per la Città di Bellinzona dovrebbero aggirarsi attorno ai 20'000 franchi) e quelli per gli oneri amministrativi , la gestione dei seggi e lo spoglio delle schede. Quindi tutti questi costi ( e quelli per la stampa delle buste di trasmissione del materiale di voto, a carico della Confederazione per la votazione federale ) potrebbero essere risparmiati abbinando la votazione comunale a quella federale.

Quando nel 2012 lanciai l’iniziativa popolare che chiedeva la creazione di due grandi città nel Sopraceneri (Bellinzona e Locarno) mediante l’aggregazione dei Comuni circostanti – iniziativa che ha indubbiamente dato una scossa al progetto per la creazione dell’attuale Grande Bellinzona - sostenevo che queste aggregazioni avrebbero comportato razionalizzazioni e risparmi a favore dei cittadini. Mi sembra che non siamo sulla strada giusta…

Redazione | 29 nov 2017 14:26

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