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Flavio Laffranchi - Le curiose analisi a senso unico di Losone

Contemporamente con la chiusura del Resort per asilanti sono cessate anche le pressoché quotidiane sfrecciate a sirene spiegate dei veicoli della polizia e delle ambulanze lungo via Mezzana.

Calcolandone circa tre per settimana mi risulta che durante i 1'095 giorni di attività del Centro le pericolose e fastidiose corse a tutta birra furono come minimo 468. Da quanto recentemente comunicato ai media dal Municipio di Losone, gli interventi diretti verso l’ex caserma per sedare i casini dei „nostri ragazzi“ sarebbero stati solamente 55 in tre anni, cioè in media uno ogni tre settimane.

Di conseguenza le altre 413 erano presumibilmente missioni verso uno dei grotti della regione per un bel giro di carte in compagnia. Da un mai pubblicato sondaggio commissionato dal Comune a una „ditta specializzata“ a cui avrebbero partecipato 800 persone o il 12% della popolazione, risulterebbe che 392 di queste siano molto soddisfatte con la sicurezza e la qualità di vita del paese. Sottraendo dai compiacenti gli 150 aficionados che a detta dell’On. Manuele Bertoli sono assidui spettatori delle recite al Centro la Torre, il numero dei presunti soddisfatti si riduce a 242, pari al 3.65% dei residenti e paragonabili con lo striminzito numero di schede di partito racimolate dai „propositivi“ alle ultime Comunali.

L’ostentato e da parte del fotogenico rottamatore del Borgo in ogni circostanza glorificato „importante contributo“ di ben 20'500 giornate di lavoro prestate dagli 5'384 „ospiti“ a favore della comunità, si limita in totale a scarse 15 ore a testa, corrispondenti a due risicate giornate di lavoro di tutti coloro che malgrado le quotidiane levatacce di buon’ora, l’iPhone, la birra e i biglietti del bus li devono pagare di tasca propria.

Flavio Laffranchi, Losone

Redazione | 29 nov 2017 09:34

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