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Luca Maghetti - Un altro Natale con l'ex Jelmoli sotto l'albero

Essendo stato tra i promotori del referendum contro la nuova pianificazione del comparto di Piazza del Ponte, referendum accolto a chiara maggioranza dalla popolazione della Città di Mendrisio, non posso nascondere una certa preoccupazione per il dilatarsi dei tempi della demolizione che mal si addicono ai bisogni della cittadinanza. In effetti lo sfregio rappresentato dall’ex Jelmoli continua imperterrito a deturpare il centro storico. Passano mesi, anni e sembra proprio che la volontà popolare, che ha respinto una pianificazione sbagliata in quanto poco rispettosa delle peculiarità storiche e culturali del centro di Mendrisio, sia rimasta inascoltata. La cittadinanza sia aspetta, al contrario, che il Municipio prenda davvero seriamente questa smentita nei confronti del proprio operato e corregga la propria politica, erronea, sul comparto.

L’ultima tappa di questo tribolato iter è rappresentata dall’esito, sconsolante, del concorso pubblico indetto per la demolizione dello stabile. Era stato fissato un tetto massimo di CHF 650'000.-- e nessuna delle imprese concorrenti (quante?) avrebbe presentato un’offerta rientrante nell’importo posto a concorso. Tale importo era stato individuato dall’Ufficio tecnico. Di nuovo si assiste alla commissione di errori non di poco conto da parte dell’Amministrazione comunale che avrebbe dovuto, se avesse voluto, presentare con urgenza, un messaggio di richiesta di un credito aggiuntivo.

Anche questa lentezza non dimostra grande rispetto per la qualità di vita della cittadinanza. E soprattutto questa inazione offende il nostro bel nucleo che meriterebbe ben altra considerazione.
Come cittadini ci si sente impotenti di fronte alla macchina della politica che priva di ogni potere democratico i votanti.

Questo è un appello che, molto verosimilmente cadrà nel vuoto. I tempi lunghi mirano a sfinire chi si era opposto alla nuova variante del piano regolatore che, lo ricordiamo, contemplava un’edificazione massiccia del comparto invece che una ricucitura dei due lati del nucleo su via Lavizzari.

Il refrain è ormai scontato: “non ci sono soldi” per procedere alla demolizione. Ma questa demolizione non è nulla più che un atto dovuto per rimuovere una delle grandi brutture che gli anni ’70 hanno lasciato a Mendrisio e per dare aria alla piazza.

Questo vogliono i cittadini anche perché in realtà i soldi in realtà ci sono, o meglio ci sarebbero, se solo li si spendesse con maggiore oculatezza. Anche ipotizzando, generosamente, una necessità di un credito aggiuntivo di CHF 200'000, ciò non rappresenterebbe che un bruscolino se raffrontato ai “mattoni dorati” (non solo per via del colore) di cui sono rivestiti il Centro di pronto intervento e la nuova costruzione prevista al posto delle AIM per le quali la spesa complessiva ammonta a oltre CHF 45'000'000. Fate voi i calcoli se tutto ciò valga la pena per la qualità della vita a Mendrisio! Nel frattempo facciamoci una bella passeggiata in via Lavizzari dove si può ancora sfrecciare a 50 km/h, godiamoci la vecchia Piazza Baraini di Genestrerio, oppure ancora facciamoci una bella pattinata sul ghiaccio a Piazzale alla Valle. Raccomando, solo fino al 7 gennaio. Dopo no: parché ghé pü da danee!!

Avv. Luca Maghetti
Comitato referendario

Redazione | 27 nov 2017 17:16

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