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Alain Scherrer - Realizzare le aggregazioni grazie all’autonomia comunale

Anche questa settimana torniamo a parlare di aggregazione e nello specifico della fase 2 del Piano cantonale delle aggregazioni. La posizione del PLR – lo ribadiamo – è chiara: elemento di forza di ogni aggregazione deve essere il diritto dei cittadini all’autodeterminazione. Chiare sono anche le opinioni dei sindaci di Locarno e di Maggia. Alain Scherrer sostiene il PLR nella richiesta di una valutazione oggettiva sulle aggregazioni precedenti

Il PCA è un progetto molto importante per la Regione del Locarnese e in particolare per la Città di Locarno che all’interno della stessa esplica la funzione di Città-polo. Ha infatti l’ambizione di rivedere radicalmente i rapporti istituzionali, geografici, economici nonché perequativi del nostro Cantone, avendo come obiettivo finale la costituzione di Comuni funzionali, vicini al cittadino, capaci di erogare servizi di qualità e nel contempo maggiormente autonomi e consapevoli del loro ruolo istituzionale a fianco del Cantone.

In qualità di sindaco della Città di Locarno non posso che sostenere l’obiettivo di costituire dei Comuni in grado di assolvere autonomamente le funzioni cui sono destinati. Per fare un esempio, è un dato di fatto che l’evoluzione del Comune moderno lo porta oggi ad assumere anche una funzione economica: un Comune che sia capace di creare opportunità di sviluppo (si tratta dell’importante tema della competitività territoriale). In questo senso non è un caso che il PCA funga, tra le altre cose, da aggancio fra politica aggregativa e pianificatoria, e che proprio gli scenari aggregativi siano anche definiti in base a una lettura territoriale da parte del Cantone.

Proprio per le sue ambizioni il progetto aggregativo tocca oltre agli aspetti territoriali praticamente tutte le tematiche di base che definiscono il ruolo e il funzionamento futuro dei Comuni: il rapporto istituzionale fra il Cantone e i Comuni stessi, una revisione dei meccanismi di perequazione Cantone/Comuni e un riesame delle competenze e dei flussi fra questi due livelli istituzionali nell’ambito della riforma Ticino 2020.

Per tutte queste ragioni, è impensabile che il PCA non vada ad incidere, su più fronti, sull’autonomia comunale. E’ per questo che i progetti aggregativi – per avere una possibilità di successo in realtà con visioni comunali molto diverse come nel Locarnese – dovranno necessariamente partire dal basso, coinvolgendo sin dall’inizio le popolazioni interessante, pensando anche a scenari o ipotesi che ora non sono ancora state prese in considerazione. Il cittadino per condividere un’aggregazione deve tra le altre cose essere consapevole che il nuovo Comune di cui sarà parte attiva, potrà godere di quella autonomia e capacità decisionale che, da sempre, contraddistingue il sistema istituzionale svizzero.

A questo proposito, il nostro Partito ha giustamente sottolineato, nella propria recente presa di posizione sul tema aggregativo, come ad oggi manchi completamente un bilancio e una valutazione oggettiva sulle aggregazioni precedenti; in particolare non è chiaro quale sia il reale beneficio che le aggregazioni abbiano portato alla popolazione. Questa mancanza di informazioni concorre ad alimentare i dubbi tra la popolazione in merito ai reali vantaggi derivanti da un’aggregazione e, generalmente, l’argomento maggiormente discusso è proprio la presunta perdita di autonomia comunale con tutte le conseguenze che ne derivano, in particolare la distanza tra gli organi istituzionali e amministrativi e il cittadino stesso.

L’autonomia comunale e la sua declinazione concreta saranno quindi uno degli assi centrali per la riuscita del PCA, ma va anche ribadito che questa tematica va inserita nel contesto più ampio legato all’urgenza di una nuova governance. Il progetto aggregativo resta centrale per la riorganizzazione amministrativa, politica ma anche di sviluppo socio-economico di tutto il Locarnese e della Città di Locarno. In effetti, lo sviluppo di un nuovo modello di gestione non può essere realizzato senza che sia affrontato alla radice il problema di base che è istituzionale, e il progetto aggregativo può essere la risposta. I processi aggregativi in atto, dimostrano che l’opzione status quo è sempre meno perseguibile se si vuole concretamente andare verso un territorio capace di affrontare la competitività regionale, aumentare la capacità decisionale pensare a strategie di sviluppo prioritarie (territoriali, economiche, sociali) avendo poi la capacità e la forza di realizzarle proprio grazie anche al mantenimento di una forte autonomia comunale e alla vicinanza con i propri cittadini. Gli esempi di Lugano, Mendrisio e Bellinzona sono li a dimostrare che le nuove Città sono molto più propositive e riescono in realizzazioni che senza la forza di cui dispongono ora non avrebbero mai potuto fare.

Alain Scherrer

sindaco di Locarno

(editoriale apparso su Opinione Liberale)

Redazione | 24 nov 2017 08:50

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