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Donatello Poggi - Salario minimo: si legalizza lo stato di bisogno?

Parrebbe proprio di sì con l’indecente proposta del Governo, a parte Bertoli, su un salario minimo (?) che si aggirerebbe attorno ai 3.350 franchi mensili e che, diciamolo, è uno stipendio che si guadagnava almeno quindici anni fa.

Il costo della vita è per caso diminuito durante questi anni in Ticino? Non mi risulta. Si sono magari ridotte le imposte e i balzelli vari al ceto medio/basso in questo Cantone? Non mi risulta.

A questo punto però è più che lecito domandarsi in che Paese vivano i vari Vitta, Modenini, Farinelli e colleghi.

Questa domanda sorge spontanea, e anche un po’ rabbiosa, se si considerano e l’impennata degli affitti e il salasso delle casse malati che sono le due principali uscite che letteralmente stroncano chi si trova a dovere lavorare (dignità?) con un salario minimo del genere.

Ripeto: Vitta e colleghi, dove vivete?

Che poi siano proprio gli esponenti del PLR, da sempre insistenti fautori della teoria del “meno Stato” (?), a caldeggiare una proposta che, inevitabilmente, porterà a più interventi dello Stato (sussidi e aiuti vari) è semplicemente sconcertante per non dire altro.

E la Lega? E la sua “anima sociale”? Vedremo.

E sia ben chiara una volta per tutte la questione del “fare impresa” (….) con l’aiuto dello Stato: se una ditta non riesce a versare salari dignitosi e che permettano di vivere senza l’intervento dello Stato (leggasi contribuenti) meglio che non ci sia perché sappiamo purtroppo tutti e da troppo tempo come va a finire.

Abbiamo i tristi esempi della Pramac di Riazzino (leggasi Enderlin) e della Airlight Energy di Biasca, dove il Cantone (leggasi contribuenti) ha perso svariati milioni e parecchi operai purtroppo gli stipendi. Qualcuno in Governo ha perso la memoria?

Attenzione, potrebbe sembrare una questione scollegata dal salario minimo ed invece è collegata eccome, non siamo nati ieri.

Mio nonno ha avuto per circa venti anni una cava a Giornico, ha dato lavoro a decine di persone senza il minimo aiuto da parte dello Stato (quando mai) ma versava paghe dignitose. Certo, non è diventato ricco ma forse a quei tempi i veri valori erano altri …

Con proposte come quella fatta dal Governo (eccetto Bertoli) stanno legalizzando, di fatto, “lo stato di bisogno” e chi si trova in uno stato di bisogno è una persona ricattabile e di conseguenza non più “libera”. A questo punto non c’è bisogno che vada avanti …

Donatello Poggi

già deputato in Gran Consiglio

Redazione | 16 nov 2017 14:49

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