Accedi
Commenti

Ivan Zivko - Tedesco alle elementari? E perché non l’informatica?

Recentemente ha fatto discutere la proposta dei giovani liberali radicali di anticipare l’insegnamento del tedesco già alle elementari. Il proposito è condivisibile, in quanto effettivamente con l’inaugurazione del tunnel di base del San Gottardo Lucerna, Zugo e Zurigo si sono notevolmente avvicinate al Ticino, tanto da immaginare che fare il lavoratore o lo studente pendolare non sia più impossibile.

Tuttavia il metodo auspicato dai GLRT, ovvero l’anticipazione dello studio del tedesco, pone diversi problemi, per esempio la necessità di formare i docenti di scuola elementare a questo scopo, la riorganizzazione della griglia oraria e non da ultimo le incognite dell’impatto che ciò avrebbe sugli allievi. In effetti non è per niente scontata l’equazione per la quale anticipando lo studio del tedesco automaticamente le competenze raggiunte alla fine della scuola dell’obbligo siano proporzionalmente migliori.

Personalmente credo che prima di intraprendere questa strada sia necessario consultare i pedagogisti nonché i docenti di tedesco per capire effettivamente i pro e i contro. Forse a questo scopo sarebbe molto più interessante investire maggiormente in progetti nella scuola post-obbligatoria, per esempio potenziando le opportunità di esperienze nella Svizzera interna per apprendisti e studenti. Inoltre non dimentichiamoci che in molti Cantoni invece si sta puntando sull’inglese (spesso a scapito dell’italiano o del francese), lingua che in futuro acquisirà sempre più importanza anche in Svizzera, e d’altra parte già oggi in molti atenei è l’idioma più usato.

Inoltre se proprio vogliamo favorire l’entrata nel mondo del lavoro dei giovani non possiamo dimenticare che siamo all’inizio di una grande mutazione dello stesso, la cosiddetta digitalizzazione, la quarta rivoluzione industriale. A questo proposito la Conferenza svizzera dei direttori cantonali della pubblica educazione (CDPE) vuole rendere obbligatorio l’insegnamento dell’informatica nei licei, e forse la padronanza di questa materia in futuro sarà ancora più importante del tedesco per poter trovare un occupazione.

Il 4 Ottobre Google per esempio ha presentato le “Pixel Buds”, delle cuffie che traducono simultaneamente ciò che dice il nostro interlocutore in una delle 40 lingue disponibili. Ovviamente ciò non può sostituire lo studio di una lingua, che è soprattutto cultura, ma ci ricorda che l’economia del futuro parla probabilmente “informatichese”.

Ivan Zivko
Membro dei Verdi Liberali

Redazione | 2 nov 2017 15:00

Vuoi dire la tua sull'argomento? Clicca 'Commenti'