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Fabrizio Sirica - Scandalo Argo 1: forti coi deboli e deboli coi forti

Sulla stampa odierna è stata pubblicata la notizia relativa all’agente di sicurezza che con la sua coraggiosa testimonianza ha contribuito fare emergere dei fatti sul caso Argo 1. L’ex-dipendente è stato infatti sospeso dal suo attuale datore di lavoro e dal suo incarico presso il centro di richiedenti l’asilo di Camorino. Questa decisione, presa dal suo datore di lavoro con l’accordo del Capo divisione del DASF, che fa capo al Dipartimento della sanità e della socialità diretto da Paolo Beltraminelli, è stata causata dalle accuse infondate, secondo le quali il dipendente avrebbe “trafugato informazioni” nell’ambito del caso Argo 1. Più precisamente quando il dipendente ha deciso di denunciare al proprio sindacato il malaffare così come le gravi e reiterate violazioni contrattuali subite.

Di fatto, parliamo di una persona onesta, che non è nient’altro che una delle tante vittime di Argo 1. Un uomo che ha fatto quel che è auspicabile quando si è confrontati a una situazione di sopruso: ha denunciato e ha dato il suo contributo per far emergere molti lati oscuri della vicenda. La popolazione ticinese non può che ringraziarlo perché è anche per merito della sua testimonianza che è stata riaccesa la luce su una questione che pareva già sul viale del tramonto.

Invece no, al posto di riconoscergli i suoi meriti, invece di dire chiaro e tondo che non bisogna starsene in silenzio davanti alle malversazioni e alle ingiustizie, il DSS – con il consenso alla sospensione formulato dal Capo divisione – sembra voler intimidire chi potrebbe parlare. Si tratta di un pessimo messaggio destinato alle lavoratrici e lavoratori che in un mercato del lavoro ticinese allo sfascio, ogni giorno avrebbero molto da denunciare!

L’aspetto paradossale di questa vicenda è che l’unica persona che ad oggi ha pagato per lo scandalo Argo 1 è un onesto lavoratore! Ricordiamo chiaramente e senza giri di parole di chi è la responsabilità politica di tutto questo, anche perché l’ha riconosciuta senza che ci sia stata una sola conseguenza: di Paolo Beltraminelli. È stato Paolo Beltraminelli ad aver firmato il contratto del mandato diretto attribuito ad Argo 1. Un mandato attribuito senza base legale poiché non surrogato dalla necessaria risoluzione governativa per cui è stata reiteratamente violata la Legge delle commesse pubbliche. Il compito di approfondire spettava a Paolo Beltraminelli e ai suoi alti funzionari. Tutto mostra che una spia d’allarme avrebbe dovuto perlomeno accendersi riguardo a una ditta nuova di zecca, che non aveva mai operato nell’ambito della sicurezza nel campo dell’asilo e che aveva presentato il suo progetto con tre paginette illustrate con delle foto scaricate da internet e che proponeva soprattutto una tariffa incomprensibilmente e scandalosamente bassa.

Il dovere e la responsabilità di controllare spettava ai suoi alti funzionari, i quali avrebbero dovuto verificare il corretto andamento del mandato, la base legale, i documenti forniti e molto altro ancora. Ma loro sono ancora lì. Anzi, guai a chiedere a Paolo Beltraminelli di fare un passo indietro finché tutta questa vicenda non sia definitivamente chiarita! In Ticino, anche per questo caso, pare che tutto stia andando al contrario. Abbiamo un onesto dipendente sospeso dal suo lavoro, che dopo aver pagato sulla sua pelle le sciagurate scelte del DSS e dopo essere stato infangato da una testata giornalistica, deve anche subire ritorsioni sul nuovo posto di lavoro. Certo, nel pomeriggio si è annunciato in fretta e furia che è stato reintegrato, anche perché si sono sollevato molte voci sdegnate per quanto accaduto. Ma il danno è stato fatto! Da un lato, quindi, c’è un lavoratore, un comune cittadino. Dall’altro, invece, ci sono un Consigliere di Stato e degli alti funzionari che nella migliore delle ipotesi hanno agito con grave negligenza e incompetenza. Sappiamo di un’alta funzionaria del DSS che ha accettato dei regali dal titolare di Argo 1. Eppure, ad oggi, nessuna tra queste persone è stata sospesa dal suo incarico.

Ora, quello che mi preme, che suscita in me un forte senso d’ingiustizia, è questa perversa logica secondo la quale un certo tipo di politica e alcuni media facciano i forti con i deboli, ma continuino ad essere deboli con i forti. È netta la sensazione che vengano adottati “due pesi e due misure”, soprattutto dal Capo divisione del DASF e dal DSS, che hanno contribuito con il suo consenso, in maniera totalmente inaccettabile, a ledere il diritto di un lavoratore. E i diritti di uno sono i diritti di tutti. Consentendo in maniera arbitraria e punitiva alla sospensione dell’ex-dipendente di Argo1, siamo stati colpiti tutti quanti noi. Sono certo che come per me, anche in molti altri concittadini quest’ennesimo goffo e triste capitolo di Argo 1 scateni una profonda indignazione. Penso che sia finalmente ora di far assumere le responsabilità a chi è veramente alla base di tutto questo scandalo. Vogliamo chiarezza, vogliamo trasparenza! Basta con i soliti giochetti in cui ci rimettono sempre e solo i cittadini.

Fabrizio Sirica, vicepresidente PS

Redazione | 25 ott 2017 18:32

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