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Giancarlo Jorio - Nessun provvedimento contro l'ex Municipio di Giubiasco

La decisione, inappellabile, è datata di qualche settimana.

Il CdS, quale autorità di vigilanza sui comuni, ha mandato esente da sanzioni, chi, con una missiva inviata al Presidente di un’Autorità giudiziaria, in un procedimento aperto e riferendosi alle considerazioni rese da un Giudice monocratico che ha istruito e celebrato un procedimento in nome della Repubblica e Cantone Ticino, si è lamentato che con la sentenza orale il Giudice abbia ritenuto doveroso segnalare, “le istituzioni sono legate al segreto d’ufficio“.

Sia ricordato che l’allora Municipio di Giubiasco, preso atto di una segnalazione per un controllo di competenza, aveva frettolosamente inviato lettere anonimizzate ai titolari dei siti da controllare, tuttavia senza cancellare l'indicazione della presunta attività illegale che si chiedeva fosse controllata.

Ovvio è, che così facendo, alcune prove vanno immediatamente a scomparire…

Di regola, l’autorità agisce nei modi consoni e riconosciuti dalla costante giurisprudenza.

Diversamente, nel caso a firma dell’allora sindaco Bersani, con una tempestività inaudita, ha fornito informazioni, consapevole che queste avrebbero costituito puntuali indicazioni ai destinatari che era tenuto a controllare.

Giova ricordare che la costante giurisprudenza del Tribunale federale configura il reato di violazione del segreto d'ufficio tra chi esercita una carica istituzionale, rendendo pubblici o fornendo informazioni a terzi per fatti che devono essere tenuti segreti, fintanto non si sia tentato con tutti i mezzi legali di por fine alle irregolarità di cui si sarebbe avuta conoscenza nell'esercizio delle funzioni.

Eppure l’ex sindaco Bersani, sostenuto dal suo collegio municipale, si è arrogato il diritto di “…stigmatizzare (ndr: le considerazioni rese dal Giudice) … chiedendo quali siano le ragioni alla base di simili inaccettabili affermazioni e pure invitando in futuro codesta lodevole Autorità giudiziaria, nel rispetto del principio della separazione dei poteri, a volersi limitare all’ambito di sua competenza”.

Dopo attento esame il Consiglio di Stato, non ritiene “vi siano i presupposti per l'avvio di una procedura di vigilanza ai sensi degli art. 196 e segg. della Legge organica comunale su fatti quali quelli in narrativa”.

Di principio il Governo “non ritiene di sindacare quale autorità di vigilanza sul fatto che un Municipio - sentendosi chiamato in causa da affermazioni che non condivide - valuti di precisare la propria posizione all'indirizzo dell'istanza che le ha espresse; ciò deve rientrare nella sua autonomia e responsabilità”.

Il CdS non ha ritenuto che “l’agire dell’ex sindaco Bersani abbia violato manifestamente norme della Costituzione, di leggi o di regolamenti”.

In altre parole l’utilizzo in modo inappropriato della carica istituzionale, non è sanzionabile secondo la LOC e la violazione della Costituzione cantonale, segnatamente l’art. 51 - separazione dei poteri, nel caso non si appalesa (ndr. dovessero i Giudici essere sotterrati da missive atte a stigmatizzare il loro lavoro, vista la decisione in narrativa, per contro legittimata dal CdS, è doveroso far conoscere il “genio”, di chi, si auspica, primo, unico e ultimo, ha inteso usare questo “modo inappropriato di agire”).

L’allora sindaco Bersani, ora vicesindaco di Bellinzona, che ha agito urtando in modo significante il senso di deferenza nei confronti dell’Autorità giudiziaria, di solito fa uso anche dei soliti megafoni per cantarsela e per suonarsela.

Stavolta si è zittito, visti anche i tempi di referendum in Città e la prevedibile votazione popolare per gli stipendi di un Municipio, che si vorrebbe lavorasse in modo professionale.

Forse imbeccato da qualche saggio, che deve aver ricordato al vicesindaco di Bellinzona di adottare atteggiamenti più conformi alla sua carica istituzionale e, da avvocato, deontologicamente più consoni, al momento preferisce volare basso, facendo tacere anche i megafoni.

Ciò detto, Giancarlo Jorio, ex municipale di Giubiasco, resta dell’avviso che siffatta anomala, vergognosa azione renda insostenibili, imbarazzanti e inopportune, sotto il profilo dell’immagine, importanti cariche e funzioni di rappresentanza politico-istituzionale della Città.

Andrea Bersani è stato designato vice sindaco, capo dicastero della sicurezza e delle aziende industriali,

Alberto Marietta, presidente del Consiglio comunale e capogruppo PLR, Ivan Ambrosini, capogruppo PPD e Renato Züger, capogruppo PS.

Politicamente parlando, per l’inqualificabile sgarbo alla costituzione cantonale, gli ex dell’ex comune di Giubiasco già avrebbero dovuto trarre adeguate conclusioni evitando di offuscare oltre la sobrietà delle istituzioni della nuova Città.

La situazione è una di quelle che non fa onore alle istituzioni che rappresentano.

Giancarlo Jorio, ex municipale di Giubiasco

Redazione | 23 ott 2017 09:43

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