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Francesco Arnaboldi - La decisione al cittadino

Da oltre sei mesi la Nuova Bellinzona è una realtà, una città da oltre 42'000 abitanti composta da 13 quartieri. Visto l’avanzare del tempo una prima riflessione si potrebbe abbozzarla, così da rendersi conto se ciò che era stato promesso prima dell’aggregazione stia diventando veramente realtà; ma soprattutto per capire se il singolo cittadino ha ritrovato alcuni benefici o miglioramenti.

Da questa semplice analisi, purtroppo, si constata che non tutto possa considerarsi positivo, soprattutto per chi abita nei quartieri.
Pensando per esempio al quartiere di Gnosca con l’avvento dell’aggregazione dall’inizio del prossimo anno ci si ritroverà con un aumento importante del premio cassa malati. Oppure bisogna convivere con uno stand di tiro sempre più sfruttato dalla Polizia, nonostante l’enorme disturbo arrecato a diverse abitazioni poste nelle immediate vicinanze. E pensando al sostituto dell’unico operaio comunale presente nel quartiere, durante le sue ferie non si è visto all’opera uno dei numerosi dipendenti della Città, uno studente o un disoccupato, ma un pensionato! Si potrebbe inoltre osservare l’alveo della valle all’altezza del paese, per accorgersi come velocemente si stia rimboschendo in maniera selvaggia. E le tasse di cancelleria? Orbene, non possono che essere progredite ad un prezzo superiore.

Di esempi, forse, se ne potrebbero ancora trovare, ma degna di nota è sicuramente la trovata del nuovo Municipio che nonostante il proprio lavoro non ancora considerato sempre brillante, pensa di stipendiarsi con fior di quattrini, con tanto di indennità a tre zeri. Certo che in un qualsiasi settore del privato, questo non potrebbe succedere, perché l’aumento di stipendio corrisponde ad una gratifica per un lavoro eseguito con maggior qualità. Ed il coraggio avuto dai sette municipali in carica come giustificativo, è quello che in fondo paragonando le cifre in discussione con quelle percepite in altre città svizzere, si è ancora mediamente con uno stipendio basso! Un ragionamento che suona molto male se si pensa poi a quei numerosi e nostri giovani, che nonostante titoli di studio in tasca e conoscenze particolari, o non trovano un vero e proprio lavoro o devono accontentarsi di essere assunti come ausiliari e sottopagati. E pensare che il futuro della nostra società sono ovviamente loro: gli attuali giovani.

Dall’aria che si respira nelle ultime settimane, sembrerebbe però che nella Nuova Bellinzona a parecchia gente non piaccia che troppi soldi vadano nelle tasche di pochi eletti. Come in qualsiasi attività, a decidere lo stipendio è solitamente il datore di lavoro, non direttamente il lavoratore stesso. E in questa situazione particolare il datore di lavoro è il comune cittadino, che firmando il referendum entro il 6 novembre prossimo avrà effettivamente la possibilità di decidere se concedere questi aumenti di stipendi ai sette municipali.

Francesco Arnaboldi

Redazione | 17 ott 2017 21:49

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