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Piero Marchesi - Argo 1, un altro caso da insabbiare?

La vicenda Argo 1 ha scandalizzato tutto il Ticino. Appalti non autorizzati, procedure di controllo che non sarebbero rispettate, tariffe orarie degli agenti di sicurezza manifestamente troppo basse, presunto lavoro in nero, ipotizzato riciclaggio di denaro, regalie a funzionari e un marasma gestional–politico da far dubitare del buon nome del Paese in cui viviamo. La questione è complessa. Molto complessa. Grave. Molto grave. Lo è in modo particolare perché nessuno intende assumersi la responsabilità di affermare “abbiamo sbagliato, vogliamo fare chiarezza e chiameremo i responsabili alla cassa”. Invece no, tra banalizzazioni e scarica barile tra dipartimenti, si cerca di nascondere la polvere sotto il tappeto. L’attore principale di questa vergognosa telenovela è il Ministro PPD Paolo Beltraminelli, il quale, frastornato dai continui inciampi politici in cui incorre, appare inerme e privo di volontà nel chiarire la questione. I più maligni penseranno che la strategia sia quella di tenere ben chiuso il coperchio della padella dello scandalo, perché vi è il sentore che non sia ancora uscito tutto.

Ma il modo con cui Beltraminelli sta gestendo la vicenda è a dir poco superficiale e dannoso per le nostre Istituzioni. A dar man forte al Ministro PPD c’è poi il Governo, che poche settimane or sono avrebbe deciso di non licenziare, né sanzionare, ma semplicemente di spostare la scrivania dell’ormai ex-segretaria aggiunta all’Ufficio migrazione di Bellinzona direttamente al DSS, sebbene avesse subito una condanna per avere trasmesso informazioni riservate sui permessi a un conoscente. DSS guidato dall’ineffabile Beltraminelli, che evidentemente non appagato dei problemi e scandali nati all’interno del suo dipartimento, aggiunge un ulteriore tassello che aggrava la credibilità sua e delle Istituzioni in genere. L’inchiesta realizzata dalla trasmissione Falò ha rivelato gravi risvolti – tutti ancora da verificare e da confermare - relativi all’impiego di manodopera in nero, al riciclaggio di denaro e alle ispezioni presso i centri richiedenti l’asilo da parte delle autorità annunciate per assicurarsi di trovare tutto conforme.

Puntata nella quale il Consigliere di Stato PPD era presente per rispondere, o meglio non rispondere, ai quesiti posti dal conduttore. Le sue reazioni si sono infatti rivelate inconsistenti, prive di concretezza e per certi versi imbarazzanti. Certo, non si possono imputare tutte le colpe di quanto successo al direttore del DSS, ma è ora chiaro e lampante che Beltraminelli non ha per nulla in mano il suo dipartimento. Il DSS è una barchetta in mezzo al mare con al timone un capitano ebbro e con i marinai che remano ognuno per conto proprio. Fa male scrivere queste parole, ma è la realtà dei fatti. Ora è necessario fare chiarezza, verificare le responsabilità, capire se nell’amministrazione cantonale vi sono altre falle nel sistema che possano portare ad altri disastri come quello di Argo 1 e soprattutto punire i responsabili. Punire significa anche licenziare, non spostare i colpevoli in un altro Dipartimento con una semplice e innocua tirata d’orecchie. Questo per il bene e la credibilità delle Istituzioni, per tutelare quei funzionari che lavorano con impegno e coscienza e soprattutto per evitare, che ancora una volta si metta tutto a tacere sotto qualche tonnellata di sabbia insonorizzante.

Piero Marchesi, presidente Udc Ticino

 

Redazione | 12 ott 2017 10:49

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