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Marco Passalia - Imposte di circolazione, un ribasso è necessario

La recente assemblea dell’ACS ha riacceso il dibattito sull’imposta di circolazione. Dibattito che, a differenza di quanto avvenuto nel recente passato, presenta un elemento nuovo: la possibilità di far esprimere la popolazione grazie alle oltre 20 mila firme raccolte per le due iniziative popolari denominate «Per un’imposta di circolazione più giusta», rispettivamente, «Gli automobilisti non sono bancomat!».

In base alle parole pubblicate del presidente dell’ACS, Giacomo Garzoli, mi pare importante chiarire alcuni aspetti relativi alle due iniziative.

Innanzitutto, per correttezza, è mio dovere ricordare che sebbene il primo firmatario (il sottoscritto) sia un popolare democratico, non è giusto targare le iniziative come PPD considerando che tra i firmatari vi sono anche esponenti di Lega, PLR e UDC. Senza dimenticare, inoltre, il supporto del TCS.

È vero. Le iniziative propongono un nuovo calcolo basato sulle emissioni di CO2, ma è altrettanto vero che serve a poco cambiare il sistema di calcolo se non plafoniamo gli introiti dell’imposta di circolazione. Senza un tetto massimo – come richiesto dalle iniziative – il confronto sul metodo di calcolo sarà certamente interessante, ma non contribuirà alla riduzione dell’imposta di circolazione per i cittadini automobilisti. Inutile ricordare che l’obiettivo delle iniziative è proprio quello di ridurre l’imposta di circolazione per raggiungere almeno il livello della media nazionale; uno sgravio soprattutto a beneficio delle famiglie e delle fasce più deboli della popolazione.

Inoltre, è necessario limitare la competenza del Consiglio di Stato – altro elemento chiave delle iniziative – visto che attualmente il Governo cantonale ha la facoltà di modificare l’imposta di circolazione senza che la popolazione possa dire nulla. In conclusione ma non meno importante – anche per l’ACS da quanto ho potuto leggere – le iniziative chiedono di creare un «conto mobilità» che finalmente renderà equo il finanziamento delle strade. È infatti risaputo che – cito lo stesso Garzoli – «non tutti gli introiti derivanti dalla tassa di circolazione, vengono ad oggi interamente riassegnati alla strada».

Detto ciò mi pare importante sottolineare che le due iniziative non si limitano ad offrire degli spunti di riflessione ma propongono delle soluzioni chiare e attuabili. In ogni caso, l’ultima parola spetterà al popolo.

Marco Passalia,

vice presidente PPD Ticino e deputato in Gran Consiglio

Redazione | 9 ott 2017 15:46

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