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Francesca Luisoni - Mendrisio, il Piano finanziario della città

Fermarsi un attimo. Pensare al presente e cercare di leggerlo in ottica futura, di un futuro prossimo, senza dimenticare il passato. E progettare. Provare, riprovarci fino a quando il nostro disegno ci soddisfa.

È un po’ questo l’esercizio che siamo chiamati a fare quando pensiamo e discutiamo il piano finanziario della nostra Città come avvenuto nel Consiglio comunale di lunedì 2 ottobre. Non c’è probabilmente soluzione giusta o sbagliata in modo assoluto ma strade diverse che possono essere intraprese per arrivare in fondo tutti allo stesso comune ma diverso obiettivo: “la Città che vorrei”.

E mi sono chiesta, ma che città vogliamo? E quali sono le priorità che ci fissiamo? Possiamo, o meglio mi vien da dire noi politici dobbiamo, avere priorità per ogni settore della nostra città. Dal territorio alle finanze, passando per la socialità la cultura e l’istruzione, senza dimenticare gli abitanti stessi e la loro percezione di questa nostra Mendrisio giusta o reale che sia. Il piano finanziario propone una lettura dei problemi, e cerca di tracciare strade su come affrontarli e dove possibile risolverli. Certo la città è grande e complessa, la coperta (intensa come finanze) non basta per accontentare tutti i progetti, c’è chi si sente magari escluso, chi appena appena considerato e chi è contento (capita anche quello per fortuna).

Io personalmente sono da un lato felice di questa mia città, a cui anche se da poco aggregata mi sento da tempo pienamente parte (consapevole che non è per tutti ancora così), ma dall’altro anche preoccupata. E se l’entusiasmo mi arriva da tutti i progetti che sono e stanno per essere approntati, mi riferisco in particolare al Centro di pronto intervento, al parco archeologico, al museo del trasparente, alla sistemazione delle Cave di marmo ad Arzo e soprattutto al futuro Centro culturale della Filanda - su cui gravitano ancora molte incognite di contenuti ma che gode di tutte le premesse per diventare un luogo chiave per la nostra città purché mantenga una forte identità - dall’altro sono preoccupata per quanto attiene al nostro territorio. Abbiamo la grande sfida, che è contemporanea a tutte le epoche, di progettare la nostra città. Nascono nuovi e importanti comparti e si dà nuovo slancio all’intera dinamicità di Mendrisio. In questo senso giocano un ruolo chiave il comparto della stazione, inevitabile centro chiave di una città anche a vocazione universitaria come lo è la nostra, ma anche in qualità di offerta e servizi per chi si sposta per lavoro verso nord; la pianificazione di tutti i quartieri, il cui ruolo di luoghi residenziali non deve far rima con luoghi di scarsa socialità e vita identitaria (ma in questo senso sono certa che le numerosissime associazioni sul territorio ci mettono al riparo) e alcuni altri comparti chiave, come lo è Valera. Un comparto quest’ultimo che, mi preme ripeterlo, spero possa trovare pace nei prossimi anni (come per altro sembrerebbe). Luogo di riposo per la terra e di svago di tutti noi. Certo il fardello finanziario in quest’ottica è un’incognita pesante che potrebbe precludere altri progetti, ma di questo ormai sono anni che se discute e sono sicura valga la pena per tutti noi provarci. Speriamo solo di arrivare a una soluzione. Già perché a volte il problema della politica è questo, di scontrarsi con una burocrazia con procedure e ricorsi (certo legittimi e democratici) che ne allungano i tempi in modo estenuante. E qui non posso non citare il problema del traffico a cui come città sembriamo non essere più in grado, in quanto ci vengono limate le competenze, a far fronte. Se guardo al mio quartiere, più per esempio che per campanilismo, diventa sempre più difficile spiegare la complessa e articolata storia della chiusura del nucleo, ma anche e soprattutto perché non sono ancora stati introdotti i 30 km/h da tempo votati (ma non siamo in questo caso il solo quartiere in attesa).

Il piano finanziario presentato dal Municipio offre risposte a tutti noi e ci fa riflettere su quanto possiamo permetterci e su quanto non possiamo permetterci. Quello che è positivo è che ci offre uno strumento complessivo sulla città, fatto in maniera seria competente e ragionata. Perché con tutti i difetti che ognuno vi potrà trovare possiamo guardare con fiducia a un Municipio che investe sempre energie e forze per mettere al riparo e far avanzare Mendrisio in questi periodi di ristrettezze finanziarie.
Prendiamoci il tempo per riflettere sulla nostra Città, per riflettere sul suo futuro e continuare ad elaborare strategie e progetti futuri. Così potremo guardare al domani con positività e fiducia. Lavorando con propositività e non solo criticando quanto viene proposto, senza aver paura di collaborare con tutte le forze politiche.

Francesca Luisoni – PPD GG

Redazione | 8 ott 2017 17:06

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