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Andrea Genola - Da Bellinzona a Varese, due eventi sul fronte LIA

Sul fronte della legge LIA due eventi hanno contraddistinto il 2 Ottobre 2017, infatti lo stesso giorno un artigiano ticinese a sue spese è andato a Bellinzona a perorare l’abolizione della legge che doveva salvarlo dai padroncini (che hanno il solo difetto di rispondere alle chiamate dei ticinesi). Mentre la direttrice della legge anti padroncini probabilmente pagata dagli artigiani era a Varese quale relatrice alla Academy lavorare in Ticino per spiegare le modalità d’iscrizione all’Albo LIA.

Comunque la commissione petizione e ricorsi mi ha ricevuto alle 10.30 e mi ha ascoltato con sincero interesse fino alle 11.30 per questo le sono grato e li ringrazio molto. Soprattutto perché mi hanno dato l’opportunità di dimostrargli oggettivamente (ammesso c’è ne fosse ancora bisogno), che la legge LIA è da abrogare al più presto possibile, in primo luogo perché è anticostituzionale e mina la libertà economica dunque il futuro dei nostri figli. Inoltre i fini che persegue la LIA sono già coperti da leggi e regolamenti preesistenti.

La LIA all’evidenza dei fatti oggettivi è un costosissimo doppione che con la sua applicazione ha creato e crea costi, problemi e nessun beneficio, anzi certifica e promuovere le aziende estere.

Ora tocca alla commissione la scelta se perseverare nell’errore e continuare a mettere cerotti su un barca da buttare. O fare la cosa più opportuna politicamente, o invece fare l’unica cosa giusta attivandosi per abrogarla al più presto, insomma una questione di coscienza.

Andrea Genola, artigiano

Redazione | 3 ott 2017 10:00

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