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Matteo Pronzini - Si interrompano le discussioni con le FFS

Mozione al Consiglio di Stato del deputato MPS Matteo Pronzini - Il Consiglio di Stato deve interrompere con effetto immediato la partecipazione al gruppo di lavoro con le FFS nel quale si sta discutendo il futuro della Officina FFS di Bellinzona.

Le recenti esternazioni di dirigenti delle FFS, riportate oggi dalla stampa, non sono che l’ultima conferma di qualcosa che da settimane ormai appare chiaro e che il Movimento per il Socialismo non si stanca di denunciare: lo smantellamento dell’Officina di Bellinzona.

Le FFS mentono quando affermano che i posti di lavoro non verranno eliminati: gli scenari sui quali lavorano le FFS prevedono, nella migliore delle ipotesi, una nuova Officina con al massimo 150 posti di lavoro, un terzo degli attuali circa 450 posti di lavoro.

In altre parole il trasferimento dell’Officina, propagandato attraverso la prospettiva di un nuovo e moderno stabilimento produttivo, altro non è che un binario morto, un pesante colpo al futuro occupazionale della regione e dell’intero Cantone.

Per questo non si capisce come il cantone e il comune di Bellinzona continuino a partecipare a discussioni che non vogliono certo il bene né della città, né del Ticino.

Infine non può che suscitare perplessità la prospettiva di un nuovo quartiere abitativo e commerciale che si vorrebbe insediare nel terreno attualmente occupato dall’Officina. Difficilmente si può immaginare altro che un’operazione altamente speculativa. Con tutte le preoccupazioni del caso visto che già oggi Bellinzona è oggetto di una fase di speculazione immobiliare, con una miriade di nuove costruzioni la cui dinamica futura non è per nulla chiara.

Per tutte queste ragioni una permanenza in questo gruppo di lavoro di rappresentanti del Consiglio di Stato equivale ad un oggettivo tradimento degli interessi del Cantone, significa assumere coscientemente il ruolo di becchino dell’Officina di Bellinzona.

Ricordo a questo proposito che i lavoratori dell’Officina e le organizzazioni sindacali hanno rinunciato a partecipare a questo gruppo proprio perché non hanno avuto le garanzie necessarie che le FFS si sarebbero impegnata a rispettare gli accordi presi (con i lavoratori ma anche con governo e città) in materia di difesa dei posti di lavoro e di sviluppo delle attività produttive.

Ci si può chiedere a nome di chi, con quale mandato, con quale obiettivo i consiglieri di stato Vitta e Zali (così come il sindaco Mario Branda) stiano trattando con le FFS.

Per questo con la presente mozione chiedo al Consiglio di Stato d’ interrompere questa partecipazione e di aprire una discussione pubblica, unitamente ad una mobilitazione popolare, sul futuro dell’Officina di Bellinzona.

Matteo Pronzini, MPS

Redazione | 27 set 2017 14:10

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