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Livio Merzaghi - Il colosso UPC gioca sporco?

Lo Sport non si dovrebbe mai mischiare con la politica, perché nello sport comanda il cuore, mentre nella politica dovrebbe comandare la testa.

Eppure in questi ultimi giorni/settimane abbiamo potuto costatare come UPC sia stata abile a confonderci e mischiare le nostre idee, portando la politica nello sport e facendoci reagire con il cuore e i sentimenti ad una questione che forse andava analizzata con la testa.

Come dice Matteo Pelli pure a me piace vedere il Mammone che si scalda a Patti Chiari, Roger nazionale che mi fa emozionare, Rossi che cavalca con una gamba rotta. Ma anche il Kubi che si lancia ad analizzare l’hockey a Fuorigioco e De Santis che va alla scoperta del nostro fantastico Cantone con Treks.

Non piace invece come un colosso mondiale come UPC cerca di mettere in cattiva luce il NOSTRO servizio pubblico, facendolo passare come non attento al consumatore e ai suoi bisogni, con l’accusa velata di non riuscire neppure a trasmettere, nonostante tutti i soldi che riceve dalla Billag, un evento importante per il nostro cantone come il derby di hockey su ghiaccio.

Ma fermiamoci un attimo e cerchiamo di analizzare la situazione con la testa:

cosa vorrà dire un futuro senza Billag?

Per la Radio Televisione Svizzera vorrà dire:

- Riduzione della promozione cinematografica nel nostro paese (nel solo 2015 la SSR ha realizzato più di 148 produzioni tra film, documentari, cortometraggi e cartoni animati)

- Riduzione della trasmissione di eventi sportivi legati alle squadre nazionali (hockey, calcio, coppa Davis,…)

- Riduzione della trasmissione di eventi sportivi sul suolo elvetico

- Riduzione della trasmissione di eventi sportivi internazionali (giochi olimpici, mondiali,…)

- Riduzione di finanziamento a eventi culturali sul suolo elvetico (Film Festival di Locarno, Visions du Réel a Nyon, giornate cinematografiche di Soletta,…)

Per non parlare della riduzione di posti di lavoro e molto altro ancora.

Mentre piccoli emittenti locali (come Teleticino) vedrebbero diminuire o addirittura scomparire un contributo pari a: 41.9 milioni per le emittenti televisive e 25.6 milioni per le emittenti radiofoniche.

Quale è il risultato finale di tutto questo? Semplice, il risultato, come la vicina penisola dimostra, sarà che colossi televisivi come UPC, che non hanno bisogno di finanziamenti statali ma che si reggono grazie a ore ed ore di pubblicità, promuoveranno programmi spazzatura (vari reality inutili, “telegiornali” dove le uniche notizie riguardano il mondo del gossip,…) perché a loro non interessa la vera informazione, promuovere cultura e programmi educativi ma unicamente fare ascolti. Daremo loro quindi la possibilità di competere con la NOSTRA emittente pubblica e le piccole emittenti private con mezzi e budget impossibili da contrastare, e questo lo chiamiamo concorrenza leale e attenzione al consumatore?

Livio Merzaghi, Lavorgo

*Tutti i dati nel articolo sono stati presi da: https://www.admin.ch/opc/it/federal-gazette/2016/7359.pdf

 

Redazione | 25 set 2017 15:40

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