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Ivan Zivko - Civica: e se imponessimo dei corsi per i politici?

Nelle ultime settimane il dibattito sulla separazione della civica dalle ore di storia ha infiammato il Cantone, a volte anche oltrepassando i limiti della decenza e del rispetto. La civica ci insegna che in una società civile e democratica ci possono essere opinioni diverse, e chi ha fatto attenzione durante le ore di storia si ricorderà sicuramente che ci si è battuti a lungo (e ci si batte ancora oggi) per poter dire il proprio pensiero, possibilmente senza essere denigrati. Mi infastidisce perciò quando alcuni politici definiscono i docenti come una casta o establishment, dei pigri che si oppongono ai cambiamenti per mantenere lo status quo, e questo solo perché hanno osato dare la loro opinione professionale. Addirittura c’è chi vorrebbe imporre dei corsi per questi docenti lazzaroni… in fondo per far parte di questo club di privilegiati basta solamente aver frequentato un’università e conseguire poi l’abilitazione all’insegnamento…

E se imponessimo dei corsi per chi entra in politica? Forse si eviterebbero leggi che poi non possono venire applicate e magari si fermerebbe il degrado del dibattito politico, ormai impregnato di insulti gratuiti e xenofobia, solo per guadagnare voti. Per chi non dovesse superare tali corsi c’è sempre la possibilità di candidarsi per la ricercatissima posizione di docente.

Detto questo vorrei aggiungere che capisco e condivido le preoccupazioni riguardo le scarse conoscenze di civica che ha una parte di popolazione, ma tuttavia non credo che scorporandola dalla storia la situazione migliorerebbe. Non troverei logico separare per esempio il “com’è nata” la nostra democrazia dal “come funziona”. La scuola e i metodi di insegnamento sono in continua evoluzione, sempre più si sta andando verso l’acquisizione di competenze interdisciplinari, che richiedono il contributo di più materie, l’esatto contrario della direzione proposta dagli iniziativisti.

Infine una riflessione sulle interviste fatte dai media agli allievi e alla popolazione sulle conoscenze di civica, che in alcuni casi non hanno dato delle risposte brillanti. Pensate che se avessero fatto delle domande di geometria le risposte sarebbero state migliori? E in caso contrario cosa dovremmo fare, scorporare l’insegnamento della geometria dalla matematica? È veramente questa la soluzione ai problemi dell’insegnamento e dell’apprendimento?

Ivan Zivko
Membro dei Verdi Liberali

Redazione | 18 set 2017 14:48

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