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Piero Marchesi - Un chiaro e forte sì alla civica nelle scuole

Sia il fronte dei promotori che dei contrari ritengono che l’educazione civica debba essere insegnata a scuola. Bene! Poi però, passando dalle parole ai fatti, i contrari al nuovo testo di legge mettono i bastoni nelle ruote a una proposta concreta e legittima.

I detrattori della civica affermano che la materia già oggi è insegnata, ma in modo integrato con altre materie. Uno studio della Supsi effettuato nel 2010 dimostra chiaramente che l’insegnamento della materia è insoddisfacente e che la maggioranza degli allievi ignorano i concetti fondamentali. Di fronte a questo disastroso risultato, qualsiasi persona di buon senso affermerebbe che è necessario cambiare ciò che non funziona.

I contrari invece no, continuano ad sostenere che il sistema attuale è corretto anche se sono stati smentiti dai fatti. A questo punto il loro sostegno all’insegnamento della Civica appare pretestuoso e utile solo a convincere i più a non dare sostegno alla proposta in votazione. Almeno fino al giorno della votazione.

Alcuni docenti hanno espresso la loro ferma contrarietà affermando che non è la politica, né tantomeno il popolo, a dover decidere cosa insegnare a scuola. Un arroganza senza vergogna. Obiettano che la proposta in votazione imporrebbe ai docenti un insegnamento nozionistico. Evidentemente come per molte altre materie il nozionismo è una componente fondamentale dell’apprendimento, ai docenti sarà comunque dato ampio spazio per altre forme d’insegnamento, quali dibattiti in classe sui vari temi politici, visita alle sedute dei Consigli comunali e del Parlamento cantonale, o altre situazioni che riterranno opportune. Certo, per fare questo ci vuole impegno e preparazione, l’impressione è che alcuni docenti non abbiano né uno né l’altro.

Negli ultimi anni sono stato invitato in alcune scuole dell’obbligo a partecipare a lezioni di civica, dove grazie alla spontanea volontà di alcuni docenti, ho avuto la possibilità di dibattere e interagire con giovani motivati e preparati sui vari temi. Questa è la dimostrazione che si può insegnare la Civica in modo efficace e che in Ticino ci sono docenti capaci e intraprendenti che credono nella formazione e nella responsabilizzazione dei nostri giovani. L’impressione è che i docenti che sostengono l’oggetto in votazione siano in qualche modo reticenti nell’esprimere la loro opinione. Guarda a caso, gli unici docenti favorevoli che si sono palesati, sono quelli che fanno parte del comitato promotore.

Motivi oggettivi per non sostenere l’oggetto in votazione non ce ne sono, a meno di ritenere l’educazione civica una materia inutile. Il comitato cantonale del mio partito si è espresso all’unanimità a sostegno della proposta. Votiamo un convinto Si all’Educazione alla Civica, alla cittadinanza e alla democrazia!

Piero Marchesi, Presidente UDC Ticino

Redazione | 18 set 2017 13:15

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