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Mauro Collovà - Previdenza 2020, non ho ancora deciso cosa votare

Previdenza 2020, premetto che non ho ancora deciso cosa votare, e fino alla fine sarà così probabilmente. Però di una cosa sono sicuro, tutta la discussione su questa votazione è stata concentrata sulla modifica AVS, quando il vero cambiamento di questa riforma sarà sul 2° pilastro. Durante una conferenza alla quale ho partecipato negli scorsi giorni, con la presenza del capo settore finanziamento della previdenza UFAS, ho avuto ulteriore conferma.

Complice l’importante diminuzione del tasso di conversione dal 6,8 al 6, e per mantenere le stesse attuali rendite, si è andrà a prelevare maggiori capitali, e questo è solo possibile con le trattenute sullo stipendio. Si aumenterà il salario assicurato, grazie ad un nuovo calcolo del salario di coordinamento, e questo porterà ad un vero “bagno di sangue”, per tutti quei salariati che si trovano a percepire stipendi tra i 24'000 e i 45'000 fr. annui, mentre per i salari oltre queste cifre l’aumento sarà contenuto.

Singolarmente queste persone si troveranno ad avere una diminuzione di stipendio di ca. 500 fr. annui, se poi queste persone si trovano nella fascia di età che va tra i 35 e i 54 anni, questo aumento sarà maggiore, visto che saranno aumentati dell’1% i contributi.

Qualcuno dirà che non è tanto 500 fr. annui, in realtà si sta dicendo soprattutto ai giovani di 25 anni che per avere 70 fr. in più al mese di AVS tra 40 anni (chissà quanto varranno a quel tempo), gliene toglieremo 500 all’anno tramite la LPP, visto che normalmente chi entra nel mondo del lavoro, si trova in questa fascia di salario, e molti ci rimangono per diversi anni.

Ma domanda che mi fa più paura è: come si comporteranno i datori di lavoro, saranno solidali in un mondo dove la corsa dei salari al ribasso è sempre maggiore, soprattutto nel nostro Cantone?

Se preso per la singola persona, come detto può non sembrare molto, ma immaginatevi quei datori di lavoro che hanno diciamo una ventina di dipendenti in questa fascia. Per loro l’aumento annuo dei costi del personale aumenterà di 10'000 fr. annui, sull’esempio fatto qui sopra. Come si comporteranno?

Siccome non è stato tolto il salario minimo di entrata per la LPP, il mio timore che molti datori ricorreranno ad assumere personale a tempo parziale o passarvici quello già assunto, o anche peggio tagliare molto sul personale.

Anche i costi di gestione della LPP subiranno un aumento, costi per il momento che non sono quantificabili, poiché dipenderà molto dalle singole compagnie di assicurazione. A questi chiaramente vanno aggiunti i costi dei contributi AVS, e l’IVA sulla merce che la ditte producono (più IVA meno attrattività?). A proposito dell’IVA nel caso non passasse la riforma al 01.01.2018 tecnicamente dovrebbe tornare al 7,6%, poiché l’aumento all’8% per aiutare l’AI era limitato fino a questa data (poi vedremo se accadrà veramente), come ribadito durante la conferenza.

Tornando alla LPP, si è discusso poco di questa parte della riforma, mi sembra che molti siano voluti passare un poco dove l’acqua è bassa, come se non si volesse parlarne molto, pur avendo cifre alla mano certe e ben calcolabili da presentare. Questo, mi suona di poca trasparenza. Oltretutto questa è una riforma che servirà per i prossimi 10/15 anni.

Detto che dobbiamo trovare una soluzione per questa nostra previdenza, qui sembra però che si sia voluto mettere un cerotto neanche resistente all’acqua, mentre la ferita ha bisogno di punti di sutura, sperando nel famoso compromesso Svizzero, che mette il tarlo del dubbio anche a me.

Mauro Collovà

I Verdi Mendrisio

Redazione | 18 set 2017 13:13

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