Accedi
Commenti 3

Victoria Franchi - Attenti agli specchi per le allodole

È vero, tutti i nuovi pensionati (esclusi gli attuali) riceveranno un aumento di 70 CHF dell’AVS e, per i coniugi, un aumento dal 150% al 155% della rendita di un singolo. E questo in cambio di cosa? Dell’abbassamento del tasso di conversione (e quindi un abbassamento delle rendite del secondo pilastro), dell’aumento delle deduzioni salariali e dell’aumento dell’IVA, senza tenere in considerazione la variazione che viene applicata all’età di pensionamento, tra i 62 e i 70 anni, e l’aumento dell’età di pensionamento obbligatorio. La riforma non migliora né la situazione degli attuali né dei futuri pensionati, per i quali non c’è nessuna garanzia che il livello attuale delle rendite sia mantenuto. E questa sarebbe una riforma efficace e corretta?

Insomma fate i vostri calcoli: i lavoratori hanno versato per anni e versano tutt’ora, e nei momenti di crisi anche con fatica, i contributi previdenziali per assicurarsi le rendite durante il pensionamento: adesso invece, si devono vedere i propri averi di vecchiaia decurtati? Bisogna puntare a delle riforme che migliorino il benessere della società e non che, per paura e fretta, lo peggiorino drasticamente!! Insomma, la riforma rimanda il problema, non lo risolve affatto! Il prossimo 24 settembre il popolo svizzero è chiamato a votare sulla Riforma della Previdenza per la Vecchiaia 2020 e sul finanziamento supplementare dell’AVS mediante l’aumento dell’Imposta sul Valore Aggiunto.

Questa riforma non è né sostenibile né finanziabile ed è antisociale: non bisogna farsi prendere dal panico e avere fretta, a causa della precaria situazione dell’AVS, e bisogna votare NO a queste due proposte, cercando di trovare una soluzione veramente sostenibile e giusta, che non vada a svantaggio dei cittadini lavoratori. La riforma non garantisce assolutamente le rendite in futuro e per questo motivo bisogna essere lungimiranti nella votazione: infatti solamente in un primo momento i fondi dell’AVS saranno favorevoli; tuttavia a partire dal 2030, si registreranno di nuovo cifre seriamente deficitarie per i quali l’Ufficio Federale delle Assicurazioni Sociali prevede un deficit di diversi miliardi. Il costante aumento della speranza di vita e il prossimo pensionamento della generazione dei baby boomers creerà una situazione in cui il numero dei pensionati sarà di gran lunga maggiore rispetto alla popolazione attiva e si prevede che nel 2030 l’AVS avrà un deficit di oltre 7.5 miliardi di Franchi all’anno.

Per questo motivo si necessita una riforma efficace, sostenibile e socialmente giusta che garantisca un finanziamento delle rendite in una prospettiva di lungo termine. Purtroppo però, la riforma della previdenza per la vecchiaia 2020 e il finanziamento supplementare dell’AVS mediante l’IVA non è assolutamente la riforma corretta da implementare, in quanto sono ancora i lavoratori ad esserne fortemente svantaggiati. Insomma una riforma “specchio per le allodole”.

Victoria Franchi
Economista e Vicepresidente Giovani Liberali Radicali Bellinzona e Valli

Redazione | 17 set 2017 17:15

Vuoi dire la tua sull'argomento? Clicca 'Commenti'