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Giancarlo Jorio - Bellinzona intende riformarsi

Bellinzona informa con l’edizione 2/2017 sul progetto di Azienda pubblica multi-servizi, presentando un’ ”intervista confezionata” del vicesindaco e capo dicastero Andrea Bersani.

Frettolosamente, il Municipio intende “sbolognare” le Aziende comunali a un Ente di diritto pubblico autonomo.

A prescindere, politicamente parlando, si avverte che si ha una gran fretta di passare di mano responsabilità.

Che sussistano legittime preoccupazioni per la gestione di Aziende caricate di oneri, sia d’investimento, sia di gestione, conseguenti anche l’assurda decisione di realizzare l’inutile acquedotto della valle Morobbia che resta a secco per 90 giorni consecutivi in caso di siccità, in costruzione senza prestare oculate attenzioni agli interessi della nuova Bellinzona, è cosa palese.

Avere il coraggio di realizzare un’opera pubblica, priva di base legale per una carenza di pianificazione per l’approvazione del progetto stesso, il PCAI-VMO (Piano cantonale di approvvigionamento idrico per la Valle Morobbia), significa essere consapevoli che l’investimento non sarà posto al beneficio di sussidi.

Inoltre, per l’investimento preventivato di 21 milioni di franchi, si dovrà tener conto che all’Azienda elettrica del nuovo comune di Bellinzona, l’ex comune di Giubiasco non verserà le previste indennità annue per la sottrazione di energia idroelettrica prodotta con le micro-centrali dell’inutile acquedotto per l’effetto delle acque derivate in quota, da sempre utilizzate dall’esistente impianto idroelettrico Morobbia di proprietà della Città.

Parimenti impensabile, poiché illegale, sarà la richiesta di sussidi a Swissgrid per la produzione di nuova energia idroelettrica prodotta dalle micro-centrali dell’acquedotto, nella misura essa sia la sostituzione della produzione già esistente ed effettiva sul mercato, peraltro di maggior pregio.

A torto preventivati, in contrasto con la Legge federale sull’energia, i sussidi non potranno essere chiesti, determinando un maggior costo di esercizio, peraltro adeguatamente segnalato parimenti alle negligenze per rapporto agli obiettivi del piano energetico cantonale non adeguatamente conseguiti.

I costi di gestione di un’inutile opera che si alimenta da sorgenti in alta quota, come pure l’onere per la costruzione dell’inutile serbatoio della Madonna degli Angeli, peseranno in modo incisivo per almeno quarant’anni sulla nuova utenza dell’acqua potabile: ovviamente saranno spalmati su contribuenti che mai hanno avuto l’opportunità di pronunciarsi nel merito di un’inutile opera pubblica.
Eppure questi “governanti”, assicurano, essere dediti a operare in modo professionale nell’interesse della comunità. Ben consapevoli delle conseguenze della realizzazione di un acquedotto che è il doppione dell’acquedotto bellinzonese pianificato e approvato per l’approvvigionamento della Città, che attinge dalla riserva idrica cantonale di Gnosca e pianificata da oltre 30 anni in conformità di studi e verifiche coordinati dai servizi cantonali e che peraltro offre maggiore qualità e sicurezza.

Non fa una grinza che il privilegio di raccontare pregi e di nascondere difetti spetta al capo dicastero.

Affidarsi ad Andrea Bersani, ex sindaco dell’ex comune di Giubiasco, che in virtù di quella carica istituzionale, ha omesso di far passare alla cassa i responsabili dei danni causati della discarica abusiva di Scarpapè scivolata a valle per un temporale estivo, tra i quali anche suo padre, valutati dell’ordine di 7-800 mila franchi, tuttora a carico dei cittadini, qualche domanda viene legittima.

A maggior forza anche, perché ha palesemente provato di non aver alcun scrupolo a violare la Costituzione cantonale, segnatamente l’art. 51 - separazione dei poteri, interferendo con il Presidente di un’Autorità giudiziaria ticinese in modo inappropriato, tentando di usare la sua posizione per influire sull’autonomia di apprezzamento e giudizio di un Giudice monocratico in un procedimento aperto.
E se a ciò si aggiunge che Andrea Bersani, da ex sindaco dell’ex comune di Giubiasco, si deve anche occupare di un procedimento penale a suo carico per la violazione del segreto d’ufficio, affidare a siffatto capo dicastero la difesa del progetto di riforma dei servizi industriali della Città, appare alquanto arduo.

Giancarlo Jorio, ex municipale di Giubiasco

Redazione | 15 set 2017 09:06

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