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Silva Semadeni - Due volte SÌ per AVS e casse pensioni

Vivere la vecchiaia con una minima sicurezza economica, in modo dignitoso e indipendente: ecco quanto la Svizzera permette a tutti i suoi cittadini, a tutte le sue cittadine. Di questo siamo giustamente orgogliosi e grati. Affinché sia così anche in futuro, la riforma sulla quale votiamo il 24 settembre è necessaria. Naturalmente non sarà valida in eterno e come nei decenni passati, con l’andar del tempo, ci vorranno ulteriori riforme. Si tratta comunque di un compromesso importante, che richiede senso di responsabilità da parte di tutte le forze politiche, da parte di tutti noi. La posta in gioco è alta.

La riforma ha due mete principali: garantire le rendite al livello attuale e garantirne il finanziamento fino al 2030.

> L’AVS viene rafforzata e il suo finanziamento assicurato a costi modesti fino al 2030. L’AVS sarà così in grado di far fronte al pensionamento delle classi di forte natalità. In concreto: Circa 4 miliardi di franchi supplementari confluiranno nelle casse dell’AVS (leggero aumento dell’IVA, pensionamento delle donne a 65 anni, contributo più alto della Confederazione).

> Anche le casse pensioni, sotto pressione da vari anni a causa dei bassi tassi di interesse sul capitale, potranno adeguare l’aliquota di conversione e ridurre così la parte dei contributi dei giovani che involontariamente vengono utilizzati per pagare le rendite ai pensionati.

> Il mantenimento dell’attuale livello delle rendite richiede compensazioni, soprattutto per le donne, che devono lavorare più a lungo e sono male assicurate nel secondo pilastro. A differenza dell’AVS le casse pensioni non considerano il lavoro famigliare e penalizzano il lavoro a tempo parziale. Sono dunque previsti miglioramenti per chi lavora a tempo parziale e un supplemento AVS di 70 franchi al mese per le rendite dei singoli, di 226 franchi al mese per migliorare la rendita delle coppie. L’AVS è per tanti l’entrata principale o l’unica entrata nella vecchiaia, per esempio per le 500'000 donne e per i contadini che non hanno cassa pensione. E non è vero che queste compensazioni si mangiano i miglioramenti previsti per le finanze dell’AVS. Il loro finanziamento è garantito da un modesto aumento dello 0,3% dei contributi sul salario (0,15% per i datori di lavoro, 0,15% per gli impiegati).

> Verrà inoltre facilitato il pensionamento anticipato con la possibilità di andare in pensione anche solo parzialmente fra 62 e 70 anni.

> La riforma migliora pure la situazione di chi perde il lavoro a 58 anni o più. Si potrà infatti restare affiliati alla propria cassa pensione e ricevere più tardi la rendita. Oggi invece siamo spesso costretti a ritirare l’avere.

Il compromesso è abbastanza equo, chiede aumenti dei contributi moderati e grazie alle compensazioni risulta accettabile per tutti, giovani e vecchi, uomini e donne. Viene sostenuto coerentemente dai partiti di centro e di sinistra, ma anche dalle organizzazioni femminili e della vecchiaia (p.es. Pro Senectute), da tutte le organizzazioni sindacali e anche dalle organizzazioni padronali della Svizzera romanda, dall’Associazione svizzera dei contadini.

Per garantire il finanziamento e le rendite per la vecchiaia anche in futuro, come previsto dalla riforma in votazione, è necessario votare due volte sì. I due oggetti sono congiunti e possono entrare in vigore solo se sono accettati entrambi.

Raccomando vivamente di votare 2x sì!

Silva Semadeni, consigliera nazionale, Coira

Redazione | 11 set 2017 14:52

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