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Filippo Zanetti - La Svizzera è il Paese del compromesso

Il compromesso. Elemento fondamentale della politica nazionale, fonte di stabilità e prosperità. Caratteristica imperfetta seppur imprescindibile.

Anche la previdenza per la vecchiaia 2020 in votazione il prossimo 24 settembre è un compromesso.

I tassi di interesse negli ultimi anni sono ai minimi storici e la speranza di vita è aumentata. Serve quindi un piano che garantisca il finanziamento e il perfetto funzionamento del sistema pensionistico elvetico. Questo pacchetto mantiene le rendite degli attuali pensionati, garantisce le rendite a quelli futuri e corregge una serie di criticità che mettevano in difficoltà, per esempio i lavoratori licenziati dopo i 58 anni, le casalinghe o gli impiegati part-time.

La riforma è sostenuta dal Consiglio Federale e dal Parlamento. Ma elemento degno di nota: è uno dei più grandi compromessi degli ultimi decenni. Per capirlo basta guardare la composizione della risicata maggioranza del Consiglio Nazionale che ha approvato il pacchetto, composta sia da esponenti di destra, di centro e di sinistra. Ancora di più, le personalità ticinesi che sostengono il progetto: Marina Carobbio (PS), Fabio Regazzi (PPD) o Lorenzo Quadri (Lega). Un sostengo proveniente da diverse anime politiche, sociali ed economiche. Altro esempio: nonostante l’UDC sia un fermo oppositore alla Riforma, l’associazione dei contadini svizzeri e l’associazione delle contadine svizzere sostengono la previdenza per la vecchiaia 2020. Un pacchetto che ha coalizzato in modo trasversale differenti vedute, unite poiché credono che questo sia il miglior pacchetto che poteva scaturire dall’Assemblea Federale.

Il piano B potrà esserci in caso di bocciatura, anzi c’è sempre, a scanzo di chi in votazioni passate ha sostenuto che il piano B non esiste, ma sarà di tutt’altro stampo e tenore. Individualista, incerto e alla mercè della finanza che vedrà come unica via l’innalzamento dell’età pensionistica a 70 anni come panacea di tutti i mali.

La bontà di questa riforma è quella di puntare sul primo pilastro, assicurazione vecchiaia e superstiti - AVS – per risolvere i problemi del secondo pilastro. L’AVS è un sistema sociale, solidale e sicuramente invidiato da molti paesi a noi vicini. Si punta sulla coesione e sul sistema di base, rinforzandolo e adattandolo alle nuove sfide dei prossimi decenni.

Da giovane, è difficile pensare alla pensione. Con questo pacchetto si mette un tassello in questa direzione assicurando alla previdenza vecchiaia svizzera un futuro sano e lungimirante.

Votiamo quindi un doppio sì alla riforma sulla previdenza per la vecchiaia 2020 il prossimo 24 settembre!

Filippo Zanetti

Membro di Direzione PS Lugano

Redazione | 6 set 2017 08:54

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