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Matteo Buzzi - Mezzi pubblici: Ticino superato dalla realtà

L’apertura della nuova galleria di base del S. Gottardo ed il conseguente notevole aumento di viaggiatori ha messo in chiara evidenza il ritardo decennale nella concezione e nel potenziamento dei mezzi di trasporto pubblico in Ticino.

Senza parlare dei treni che attraversano la galleria di base spesso sovraffollati (addirittura con qualche spiacevole caso dove qualche viaggiatore è dovuto scendere per questioni di sicurezza), sono numerose le corse di TILO e bus che, specialmente nel Locarnese e nei periodi più turistici, sono ormai strapieni.

Vien da chiedersi come sia stata possibile una tale impreparazione dopo che era sotto gli occhi di tutti gli operatori turistici l’effetto della galleria di base del Lötchberg per il Vallese. La risposta è sorprendentemente semplice: il Ticino ha finora sottovalutato il ruolo del mezzo di trasporto pubblico e preferisce ancora oggi puntare soprattutto sull’automobile. Gli esempi anche recenti di infrastrutture stradali (strade, circonvallazioni, parcheggi) realizzate o in pianificazione sono purtroppo numerosi. Il risultato di questa politica è sotto gli occhi di tutti: le interminabili colonne fanno ormai parte della realtà quotidiana con punte di caos anche in quei luoghi turistici che dovrebbero essere la bella cartolina del Ticino da mandare in giro nel mondo.

Al di là dell’effetto del famoso video sulla Verzasca sui social media, è evidente che in assenza di un concetto alternativo di mobilità e seminando quasi solo parcheggi, si raccoglie solo traffico stradale. Va comunque salutata positivamente l’aumento a corto termine del numero di bus postali, però agli stessi orari, introdotto in questi giorni dopo l’ondata mediatica seguita al video.

Al caos automobilistico si aggiunge però ora anche quello dei mezzi pubblici ormai insufficienti. E’ quindi giunto il momento di uscire dalla modalità emergenza e di pianificare una seria mobilità collettiva, da una mobilità aziendale vincolante, fino al potenziamento della frequenza dei mezzi pubblici, sia tra i centri ma soprattutto anche nelle vallate turistiche come la Verzasca e la valle Maggia. Nel Locarnese è ormai indispensabile l’introduzione di un orario turistico con maggiori frequenze soprattutto durante i mesi di luglio e agosto e i fine settimana. Infine in alcune situazioni bisogna avere il coraggio di mettere un tetto massimo di autovetture autorizzate ad entrare in una certa zona dando la priorità ai residenti, a coloro che trasportano materiale o equipaggiamento particolare, agli invalidi e ai turisti che pernottano. Nelle settimane di alta affluenza turistica, gli altri dovrebbero far capo preferibilmente ai mezzi pubblici potenziati.

Il Ticino si merita un approccio meno contingente e più lungimirante che possa portare progressivamente verso una mobilità più collettiva e meno individuale, per ridurre le colonne e l’inquinamento, valorizzare le nostre valli e i nostri centri in modo da attrarre ancora più turisti che si spostano senz’auto che potranno fungere da esempio ai residenti.

Matteo Buzzi, Locarno

Redazione | 10 ago 2017 08:32

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