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Marco Battaglia - La politica (anti)climatica di Trump opportunità per l'Europa

Ci sono volute poche ore perché dal sito ufficiale della Casa Bianca sparisse il tema del cambiamento climatico, segno del passaggio di testimone da Obama a Trump. Già però durante la campagna elettorale, il neopresidente Donald Trump aveva sistematicamente lasciato intendere che la sua presidenza non avrebbe avuto come obiettivo la lotta al cambiamento climatico. La sua posizione è stata poi confermata sia dalle nomine nel governo che dalle recenti pubblicazioni sul sito ufficiale della Casa Bianca. Donald Trump vuole ottenere l'indipendenza energetica degli Stati Uniti grazie all'estrazione di petrolio e gas ("fracking" e "sabbie bituminose" incluse) senza preoccuparsi degli effetti che questa politica potrebbe avere. La lotta al cambiamento climatico quindi si accorda poco con questa visione energetica, e il nuovo presidente non sembra certo essere disposto a scendere a compromessi. La preoccupazione internazionale è quindi giustificata: l'America potrebbe fare un chiaro passo indietro nella sua politica climatica.

In questa incertezza internazionale, l'Europa ha però una grande opportunità da cogliere. Infatti, se Trump difficilmente cambierà la sua visione politica sul clima e l'energia, la Svizzera e l'Unione Europea potranno invece porsi come antagonisti americani e scegliere una strada differente in tema energia.
Non potremo far cambiare idea al presidente americano, ma potremo dimostrargli che una politica energetica basata sulle fonti rinnovabili è una strategia vincente. Questa è la direzione già intrapresa da diversi paesi nord-europei. Pure la Cina ha recentemente deciso di rafforzare la propria produzione energetica di rinnovabile.

Se gli Stati Uniti prenderanno quindi la strada energetica del passato e opteranno per un isolamento politico ed economico, una nuova alleanza con l'oriente potrebbe essere la via da percorrere per creare le opportunità economiche di cui abbiamo bisogno e per garantire sia il nostro futuro che il futuro energetico delle prossime generazioni. Insomma, un nuovo "green deal" per rilanciare l'economia europea e creare un nuovo ponte con l'Asia, vero motore industriale e tecnologico del ventunesimo secolo.

Marco Battaglia

 

Redazione | 22 gen 2017 20:12

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