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Dario Kessel - Lugano Airport, alcuni chiarimenti

La recente intervista rilasciata dal direttore di Lugano Airport SA (LASA) sul Caffé mi ha fatto reagire in quanto tale direttore riversa le colpe del suo insuccesso su coloro che l’aeroporto l’hanno creato, aeroporto che, a onor del vero, nessun direttore é mai riuscito a far decollare, ma in particolare questa gestione è risultata senza ombra di dubbio la più onerosa per il contribuente. Ricordo solamente l’affare Minoan, le fatture Darwin, la guerra tra ETIHAD e SWISS ecc.

Mi sento dunque in dovere di chiarire la situazione:

Nei primi anni 80 nascono i voli di linea a Lugano, dapprima con Air Material poi con Crossair e con Sunshine, volò pure la Lufthansa ed altre compagnie ancora.

L’aeroporto era costituito dalla pista, da un piccolo hangar con ristoro e da una villetta che serviva da ufficio di controllo e per gli imbarchi.

Evidentemente questa logistica non era adatta ai voli di linea, ma nessuno credeva al successo pertanto la città di Lugano non investiva se non limitatamente all’indispensabile. Fù così che persone come il sottoscritto (figlio di uno dei fondatori dell’aeroporto di Agno nel 1938 e figlio della prima pilota a motore ticinese) realizzò i primi spazi commerciali quali un chiosco, un ufficio per l’autonoleggio, degli uffici per le compagnie aeree. Seguì poi l’Aero Club di Lugano con la realizzazione di un nuovo hangar, di nuovi uffici e di un nuovo ristorante, la Luganair con la realizzazione di hangars e officine.

Visto poi l’aumentare dei voli e dei passeggeri anche la città di Lugano decise di investire e realizzò un terminale più confacente, ma provvisorio. Tanto è vero che furono inglobate le vecchie costruzioni in quelle nuove (visibili ancora oggi) e parlo degli anni 80 – 90. Anche i privati continuarono ad investire perché all’interno del terminal provvisorio non c’era spazio per commerci e la richiesta aumentava di anno in anno.

Gli investimenti da parte dei privati furono una manna per la città che altrimenti difficilmente avrebbe trovato il consenso politico per tali investimenti ( si parla pur sempre di una quindicina di milioni )

Ad un certo punto le autorità aviatorie chiesero a Lugano di pianificare il futuro. Nacque così il famoso “Master Plan” che avrebbe dovuto essere realizzato al momento del raggiungimento di 700'000 passeggeri all’anno. Alla fine degli anni 90, per varie ragioni pratiche e politiche, iniziò il declino dei passeggeri relegando il Master Plan ad uno strumento obsoleto. Nel frattempo però le Autorità Federali imposero agli aeroporti di dotarsi di un Piano delle Infrastrutture Aeronautice (PSIA). Questo documento fu realizzato sulla falsariga del vecchio Master Plan ed è tutt’oggi valido anche se sproporzionato rispetto al numero dei passeggeri che oggi é di circa 130'000.

Ora di fronte alle accuse del direttore di LASA, supportato dal suo Consiglio d’amministrazione, non mi restava altro da fare che spiegare all’opinione pubblica come stanno le cose. Infatti se non fosse per noi privati non ci sarebbero mai stati degli hangars e dei commerci, il Tennis Club Agno esiste dal 1960 !!! dunque ben prima dell’aeroporto di linea !

Non mi sembra dunque opportuno mettere in cattiva luce chi, anche se in parte per il proprio interesse, ha realizzato quanto ancora oggi esiste e serve a rendere decoroso l’aeroporto in attesa degli investimenti di LASA che si fanno desiderare da anni ! Il solo investimento che LASA vorrebbe realizzare è un hangar in tela e provvisorio che dovrebbe sorgere sul terreno dei campi da tennis, progetto al quale ci siamo opposti in quanto ennesimo investimento tappabuchi che non risolverebbe assolutamente nulla se nom creare ulteriori attriti fra pubblico e privato.

Capisco benissimo che LASA vorrebbe i nostri commerci ed i nostri hangars e le nostre officine in quanto aiuterebbero a ridurre le ingenti perdite generate dalla gestione e coperte dal contribuente, ma nessuno e dico nessuno si è mai degnato di venire a parlare con noi che sicuramente, essendo amici dell’aeroporto, avremmo trovato una soluzione o avremmo anche venduto, naturalmente per il giusto valore e non per un valore che LASA vorrebbe ridicolo sperando nell’espropriazione. Infatti LASA non vuole i nostri terreni, ma i nostri commerci, tanto è vero che ad ogni nostro nuovo progetto di ammodernamento delle strutture commerciali essa ha sempre interposto opposizione. Di opposizioni ce ne sono ancora tre pendenti !!!

Noi privati abbiamo avanzato diverse proposte alla città di Lugano rivolte ad investire ulteriormente da soli o con il pubblico, ma ci fu sempre detto che se si doveva investire l’avrebbe fatto il pubblico e non il privato; abbiamo anche suggerito come gestire più efficientemente l’aeroporto e come portarlo in zona utili, ma la risposta del CdA e del direttore fu sempre la stessa … sappiamo noi cosa si deve fare a noi servono solo i soldi ma la direzione la teniamo noi!!!!

Penso dunque di aver chiarito dove stia la verità!

Dario Kessel, ingegnere

Redazione | 21 set 2016 12:28

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