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Fabrizio Valsangiacomo - Gli imprenditori in Ticino sono tutti sciacalli?

Ultimamente molti imprenditori fanno la morale ai ticinesi per spendere in Ticino tutti i soldi guadagnati sul nostro territorio e questo ci può anche andare bene, ma poi vediamo annunci di lavoro nei quali si cercano esclusivamente italiani che vivono oltre frontiera, quindi vengono esclusi sistematicamente i ticinesi (residenti). IL nostro territorio è ormai afflitto da un cancro che ci porterà alla morte sicura. Tutto questo grazie hai politici ticinesi che hanno voluto a tutti i costi la libera circolazione delle persone, i quali ora piangono come bambini non avendo più la possibilità di mettere le mani nella marmellata, vedendo padroncini e imprenditori quasi tutti con DNA italiano rubargliela.

La libera circolazione ha portato in Ticino una marea di imprenditori o pseudo imprenditori dalla vicina penisola, i quali hanno pensato bene di sfruttare il nostro territorio per fare quello che vogliono, sia a livello ambientale che a livello salariale con il consenso delle istituzioni comunali e cantonali. A livello ambientale per quel che concerne la costruzione di capannoni nei quali molte volte, non si sa neanche cosa si faccia all’interno e a livello salariale, cosa possiamo dire?, stipendi da fame?, pagati in euro?. Ma già mai… in Ticino entrano solo imprenditori onesti e con soldi puliti.

Cosa fanno i nostri imprenditori nostrani e confederati? Cominceranno a porsi la domanda, perché io devo essere onesto e gli altri fanno quello che vogliono con lo Stato che sta lì a guardare o cerca di fare qualcosa ma non ha le risorse per farlo? Ormai lo Stato ticinese ha perso totalmente il controllo della situazione. Il risultato sarà che i nostri imprenditori dovranno cominciare a giocare sporco per poter sopravvivere e non posso biasimarli. L’unica soluzione sarà l’introduzione dei contratti collettivi in tutti i settori, quelli che molti imprenditori fanno finta di volere discutere con i sindacati, ma quando si comincia a parlare sul serio fanno finta di niente. Quando si parla di contratti collettivi non vuole dire automaticamente salari da nababbo, ma rispettare regole ben precise da parte degli imprenditori e degli impiegati, con salari onesti.

Concludo col il lanciare un appello agli imprenditori onesti per fare in modo di assumere i nostri giovani e meno giovani capaci, e non pensare solo al guadagno immediato, poiché a lungo andare ne uscirete perdenti. Il popolo ticinese non è stupido e quando arriveranno altre votazioni a vostro sfavore non perderanno l’occasione per farvela pagare “democraticamente”.

Fabrizio Valsangiacomo

Membro di Ticinoinformato

Redazione | 5 ott 2015 05:29

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