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Renza De Dea - Abitazioni secondarie, alcune osservazioni

Dopo aver preso parte alla Conferenza di lunedì 18 giugno a Ittigen, atres.org, ovvero l’associazione ticinese residenze secondarie ha inviato ieri a Berna le sue considerazioni in merito all’ordinanza sulla costruzione di abitazioni secondarie. Una serie di osservazioni punto per punto partendo dall’articolo 1, primo capoverso. Quanto previsto dall’art. 75b Cost è contradditorio, si legge nel documento firmato dalla presidente Renza De Dea. Il cumulo delle due relazioni nella definizione del campo di applicazione: “tra abitazioni secondarie e totale delle abitazioni” e “tra superficie lorda delle abitazioni secondarie e superfici lorde di tutte le abitazioni” è restrittivo. Infatti è noto, motiva l’associazione, come la superficie di una residenza secondaria sia normalmente inferiore rispetto a quella di una residenza primaria. Una simile applicazione da quindi già per scontato che sarebbe sempre la prima relazione ad essere determinante. In sostanza, per atres.org, il concetto di quota va definito sulla base della superficie lorda.

Si passa poi all’articolo 3. Il concetto espresso è troppo restrittivo, sostiene l’associazione, e non tiene conto di particolari situazioni geo-politiche economiche. In Ticino numerosi cittadini svizzeri acquistano una residenza per utilizzarla dapprima per le loro vacanze, ma con l’intenzione di trasferirvi il domicilio in un secondo tempo, al momento del pensionamento. Non solo, citiamo, i comuni delle Valli ticinesi di contraddistinguono per un elevato numero di alloggi che, divenuti liberi a seguito del trasferimento della popolazione nelle città, sono utilizzati per scopi di vacanza dalla popolazione indigena che per evidenti motivi non può mantenere il domicilio nel comune di origine.

Articolo 4. La definizione di quota meno dell’80% di abitazioni primarie non prevede le modalità di calcolo degli appartamenti sfitti, il che può indurre a un risultato erroneo. In riferimento ai capoverso 2 e 3, si legge, questa disposizione rischia di penalizzare i privati, qualora un’Autorità comunale fosse negligente nel seguire le indicazioni dell’Ordinanza.

Articolo 5. La parziale compensazione prevista dal cpv 2 sulle eventuali ripercussioni economiche negative non è sufficiente. Non si tratta infatti solo del settore turistico a subire le gravi ripercussioni economiche, bensì principalmente tutto quanto ruota attorno alle residenze secondarie, in primis l’edilizia che incide a largo raggio su un vasto ventaglio di attività economiche. E’ quindi necessario – sostiene l’associazione – mettere in atto misure fiancheggiatrici che garantiscano, non solo la sopravvivenza delle attività economiche dei Cantoni colpiti, bensì pure il benessere di tutta la popolazione dei Cantoni alpini. Va tenuto inoltre conto del fatto che i proprietari di residenze secondarie dei Cantoni come il Ticino, sono turisti a tutti gli effetti, perché incidono in modo determinante apportando un grosso contributo economico. Vanno quindi considerate strutture turistiche qualificate.

Infine, sulle disposizioni transitorie, atres.org considera che il termine per la presentazione di domande di costruzione secondo il diritto in vigore, andrebbe esteso fino al 31 dicembre 2012, in considerazione degli importanti impegni finanziari assunti precedentemente all’11 marzo 2012.

Renza De Dea
joe | 24 giu 2012 11:03