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Michele Bertini - I benefici regionali della Nuova Lugano

Lugano si sta dotando di uno studio economico che permetterà di quantificare le esternalità positive, ossia le ricadute di politiche e investimenti sostenuti dalla sola Città che irradiano benefici e attrattività a tutto il Luganese. Per esempio, le strutture sportive, l’offerta ricreativa e culturale, l’aeroporto – sempre ingiustificatamente nel mirino di coloro che vorrebbero frenare lo sviluppo spegnendo la dinamicità economica del Cantone – e i futuri poli (culturale, turistico alberghiero, fieristico, sportivo, ecc.). Il processo aggregativo ha già segnato una ridefinizione territoriale che, a mio parere, porterà importanti benefici ai cittadini della Nuova Lugano - per esempio, gli ex-Comuni della Val Colla sono ora parte integrante dei poli di sviluppo della Città e la Nuova Lugano ha acquisito un patrimonio naturale, boschivo e agricolo – e pure a quelli dei Comuni della regione. Lo studio sulle esternalità positive, atteso entro la fine dell’anno, sarà infatti la base scientifica per ripensare i flussi d’investimento delle opere a carattere regionale e per sollecitare la revisione delle Legge sulla perequazione comunale (prevista e finora mai realizzata).

Evidentemente per valutare una compartecipazione - proporzionale alla forza finanziaria dei Comuni limitrofi - bisognerà intraprendere un lavoro di coinvolgimento e di ripartizione del potere decisionale. Ben comprendo i Sindaci dei Comuni della cintura che, pur riconoscendo la mole di investimenti fatti dalla Città, non entrano nel merito di una partecipazione finanziaria se non coinvolti nel processo decisionale. I nuovi enti regionali di sviluppo potrebbero coordinare la ricerca di una base comune di intendimenti sulle opere regionali. La sfida consisterà nel mantenere la necessaria operatività. Inevitabilmente, la presenza di più attori comporterà tempi decisionali più lunghi. La creazione di una piattaforma di dialogo potrà, a mio parere, avvicinare i Comuni dell’agglomerato e consentire scelte condivise e forti per la regione con indotto ad ampio raggio.

Il riconoscimento dei compiti regionali assunti dalla Città e la necessità per una regione dinamica come il Luganese di definire nuove forme di dialogo intercomunale e di modalità di investimento dovranno giocoforza essere accompagnate da modifiche alla legislazione cantonale in materia di perequazione comunale. Con la prevista revisione mi auguro si abbia il coraggio di ridisegnare il concetto della solidarietà tra i Comuni e di introdurre una nuova chiave di lettura e di riparto. Mi spiego: il Comune più forte del Cantone sopporta oneri maggiori rispetto ad altre realtà; di conseguenza, il suo apporto con benefici per l’intero Cantone, va riconosciuto e tenuto in debito conto. Per Lugano non è tanto una questione di quantità dei contributi (con estremo rispetto per il denaro, 2 mio in più o in meno non fanno una grossa differenza) ma una questione di qualità! Questi contributi devono permettere un aiuto efficace alle regioni periferiche e lo sviluppo di investimenti generatori di ricadute positive.

Michele Bertini, Consigliere Comunale PLR Lugano
joe | 4 giu 2012 17:25