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Stefano Fraschina - Frontalieri: Berna non ci ascolta

Ennesimo schiaffo, ennesima risposta negativa! Ancora una volta il Consiglio Federale garbatamente rispedisce al mittente le rivendicazioni del mondo politico ticinese riguardo all’annosa problematica dei flussi migratori e del frontalierato.

Problematica che in concomitanza con la famigerata libera circolazione delle persone sta infierendo impietosamente sul Canton Ticino e soprattutto sta attanagliando migliaia di ticinesi alla disperata ricerca di un posto di lavoro.

La mozione presentata da Lorenzo Quadri proponeva infatti di favorire le aziende che assumono i residenti. In sostanza si trattava di inserire tra i criteri di aggiudicazione degli appalti pubblici un nuovo concetto relativo alla presenza nell’organico di personale residente. Tradotto in parole povere e comprensibili (…apparentemente purtroppo il messaggio non passa…) l’azienda che da lavoro a personale residente avrebbe potuto godere di precisi vantaggi rispetto a quelle che assumono personale frontaliero. Un primo e doveroso passo avanti che avrebbe senza ombra di dubbio dato una boccata d’ossigeno al mercato del lavoro nel Canto Ticino.
Non bisogna essere candidati al Premio Nobel per immaginare le risposte giunte dal Consiglio Federale.

Approvando la mozione – Quadri si violerebbero i principi della parità di trattamento di tutti gli offerenti svizzeri ed esteri previsto dagli accordi internazionali. Ma tu guarda i casi della vita…

Miglior sorte non ha avuto l’atto parlamentare inoltrato da Roberta Pantani che in sostanza ha interrogato il Consiglio Federale in tema di contingentamento dei lavoratori frontalieri.

Questa categoria di lavoratori non può sottostare a nessun contingente… BILATERALI – DIXIT!!!

Questo è il quadro, Signori! Questo è quanto scaturisce dalla Berna Federale dopo che il Canton Ticino, dando fiducia al Governo-Monti, ha proceduto allo sblocco dei ristorni dei frontalieri!

“Il Consiglio Federale presta grande attenzione alle preoccupazioni suscitate dagli attuali flussi migratori e da importanza all’apertura controllata del mercato svizzero del lavoro”.

La verità è che in Ticino siamo arrivati a quota 54'000 frontalieri e nessuno muove una paglia! Nonostante le solite ed infruttuose belle parole di conciliazione e di comprensione nei nostri confronti, ci sono migliaia di ticinesi che non riescono a battere un chiodo! Dubito fortemente che le concilianti affermazioni che giungono da Berna possano essere di conforto a queste persone…
L’unico auspicio è che la deputazione ticinese alle camere federali, ancora con maggior tenacia ed insistenza faccia pressione continua a Palazzo Federale! La voce e le rivendicazioni ticinesi devono essere ascoltate!!! Alziamo i toni per il bene del nostro Cantone! Purtroppo… Non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire…

Stefano Fraschina, Deputato in GC – Lega dei Ticinesi
joe | 11 mag 2012 16:25