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Martino Rossi - CPCL: cosa è andato storto nel 2011?

La cassa pensioni dei dipendenti della città di Lugano (CPCL) gode di una garanzia totale da parte del Comune per il pagamento delle prestazioni. È dunque legittimo e doveroso, anche per il legislativo della città, essere informati compiutamente sul suo andamento e i suoi problemi.

Il rapporto di esercizio 2011 dice molto, ma non tutto.  I risultati di sintesi ci dicono:

- che l’esercizio si è chiuso con un avanzo di 1,9 milioni (5,7 nel 2010);
- che il risultato netto negativo della gestione finanziaria è stato di ben 11,0 milioni (avanzo di 1,1 milioni nel 2010);
- che esso si è aggiunto al risultato netto negativo della previdenza (-7,4 milioni, contro -3,3 nel 2010);
- che, quindi, solo la gestione immobiliare (risultato netto di 19,7 milioni, contro 7,7 nel 2010) ha permesso di evitare una perdita d’esercizio nel 2011.

Il rapporto ci dice però anche che il risultato molto positivo della gestione immobiliare è dovuto in misura molto consistente alla rivalutazione del valore a bilancio di quattro immobili (rivalutazione di 15’010'000 fr.) grazie a interventi “reali” sugli immobili (manutenzioni straordinarie e investimenti di miglioria pari a 5'890’089 fr.) e a nuove stime con un nuovo metodo: la rivalutazione, per cosi dire, “sulla carta”, dovuta cioè alla nuova stima, dovrebbe essere la differenza fra questi due importi: 9'119'911 fr.
Senza questa rivalutazione, il risultato d’esercizio 2011 della CPCL sarebbe quindi stato negativo.

Particolarmente intrigante, però, è una frase un po’ sibillina che riguarda la gestione finanziaria, dove, come visto, si è registrata una perdita di 11 milioni di fr.

Le due componenti principali di questo risultato negativo sono:

- il saldo negativo (utili meno perdite) sui corsi dei titoli in portafoglio: -9,6 milioni di fr.;
- il saldo negativo degli utili e delle perdite di cambio: -4,6 milioni di fr.

Della prima componente il rapporto non dice nulla, mentre alla seconda si riferisce la frase sibillina (pag. 3 del rapporto) che dice:
“In particolare si è rivelato negativo l’intervento della BNS che ha fissato un tasso di cambio minimo CHF/EUR annullando in tal modo i benefici delle coperture valutarie prudenzialmente messe in atto dalla cassa”.

In realtà, si può vedere a pagina 25 del rapporto che è stata subita una “perdita di cambio realizzata” (quindi non solo contabile) di ben 8'991'179 fr. cui si aggiunge una “perdita di cambio non realizzata” di 499'609 fr. Queste perdite sono state solo in parte compensate da “utili di cambio realizzati” di 3'962'933 fr. e da “utili di cambio non realizzati” di 951'638 fr. Val la pena ricordare che si sono avute perdite nette sui cambi anche nel 2010 (-8,3 milioni di fr.) e nel 2009 (-1,2 milioni).

Prima di formulare le domande, menzioniamo ancora alcune informazioni significative che si leggono nel rapporto 2011 o nei rapporti precedenti:

- “il CdA ha adottato nel 2010 una nuova strategia d’investimento” (p. 20). Osserviamo che la strategia era già stata rinnovata nel 2009 e una “strategia” che cambia tanto frequentemente appare un po’ sorprendente;

- nonostante le ripetute perdite sui cambi, le obbligazioni in valuta estera a bilancio sono aumentate dai 9,3 milioni del 2010 ai 27,2 milioni nel 2011 e le azioni estere da 5,4 a 37,5 milioni;

- nella direzione della CPCL “è stata creata una funzione di “risk manager” con il compito di monitorare tutti i rischi” (p. 5 del Rapporto 2009);

- “la funzione di controlling e gestione interna ha coordinato i mandati monitorandone i rischi e gestito con successo una piccola parte del patrimonio” (p.5 del Rapporto 2010). Osserviamo che la “gestione propria” di titoli è costantemente aumentata: da 37,4 milioni ne 2009, a 62,6 nel 2010 a 73,7 nel 2011; in percento del totale titoli a bilancio quelli in gestione propria sono saliti da 23,8% nel 2009 a 31,
joe | 18 apr 2012 12:28