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Michele Kauz - Lugano, settimane bianche a rischio?

Noi tutti siamo coscienti dell’ importanza e della fortuna di poter mandare i nostri figli alle settimane bianche e a quelle verdi. Queste attività permettono ai nostri bambini di passare e vivere momenti indimenticabili oltre ad essere istruttivi e importanti per la vita di tutti i giorni.

Le attività che praticano gli allievi durante queste settimane sono fondamentali per conoscere meglio la natura; sono salutari attività sportive e permettono di praticare nuove esperienze didattiche.

Come noto la Città attualmente dispone di strutture montane a Breno, Nante e Campo Blenio e inoltre sussiste un accordo (che scadrà il 31 agosto di quest’anno) con la Fondazione Vanoni per lo stabile a Mascengo.

La nostra Città è in continua crescita, vedi le aggregazioni con la Val Colla e Carona, come pure l’aumento di nascite; lo dimostra pure il recente credito votato per la realizzazione di due nuove sezioni di Scuola dell’infanzia a Barbengo.

Nel 2010 è stato venduto lo stabile ex casa montana di San Bernardino e ora ci troviamo sul tavolo del Consiglio Comunale un altro messaggio per la vendita di una ulteriore casa montana, quella di Airolo (entrambi gli stabili necessitavano di importanti lavori di manutenzione per motivi di sicurezza).

La nostra Città deve disporre di almeno 4 sedi di Scuola Montana per poter garantire e gestire le attività di scolastiche fuori sede con circa 12'000 pernottamenti ( dato comunicato dallo stesso Municipio nella risposta dell’interrogazione numero 205) e le tre sedi attuali di scuola montana non sono sufficienti.

Sappiamo che la Direzione delle scuole per quest’anno, con alchimie varie, sta cercando di assicurare a tutti i bambini il normale calendario di scuole montane grazie anche al copioso innevamento di quest’inverno. Il problema al quale ci troveremo confrontati nel prossimo futuro è quello di trovare soluzioni e/o alternative valide per assicurare il programma previsto di 6 settimane di scuola montana (2 in terza, 2 in quarta e 2 in quinta). Questo per offrire a tutti gli allievi parità di trattamento senza creare comprensibili delusione tra allievi e famiglie. Alla luce di questi fatti, considerato l’aumento degli allievi dovuto alle aggregazioni e all’aumento delle nascite, mi chiedo se non sia opportuno acquistare un ulteriore stabile che potrà così rispondere alle odierne e future esigenze, in particolare per i soggiorni delle nostre scuole elementari.

Mi permetto pertanto di domandare al Municipio: gli istituti scolastici saranno in grado di garantire in futuro a tutti i bambini il normale svolgimento delle scuole montane? Se sì, con quali modalità? Se in futuro dovessero essere cancellate le settimane bianche per ragioni metereologiche (mancanza di neve) è prevista una soluzione alternativa per recuperare la settimana bianca persa? Visto che lo stesso Municipio ritiene insufficienti le tre sedi attuali per garantire lo svolgimento di scuola montana, cosa intende fare per il futuro? Considerate le vendite delle due ex case montane (San Bernardino ed Airolo) il Municipio ritiene opportuno acquistare altrove uno stabile per garantire le attività fuori sede? Il Municipio ha già valutato l’opportunità di rinnovare l’accordo con la Fondazione Vanoni o l’opportunità di acquistare la casa Montana a Mascengo?

Michele Kauz, Consigliere Comunale di Lugano PLR 

Ospiti Blog | 2 apr 2012 17:23