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Athos Ambrosini: Bellinzona città del carnevale

Sabato il sindaco di Bellinzona si è risposato e senza chiedere niente a nessuno, se non alla cancelleria comunale e quindi di fatto a se stesso, si è arrogato il diritto di organizzare il proprio banchetto nuziale all'interno del municipio.

Sarebbe bastato un po' di buon senso per rifiutare il permesso, dato che i locali richiesti sono chiaramente inadatti all'installazione di una cucina ed all'organizzazione del relativo banchetto (nessuno si è chiesto quanto facilmente può rovinare quelle sale l'utilizzo di una cucina?).

Sarebbe anche solo bastato che il funzionario preposto applicasse le direttive in merito all'occupazione di Palazzo Civico, ma ha probabilmente preferito ignorarle o interpretarle in modo compiacente.

La richiesta è stata quindi avallata e, questo episodio da marchese del Grillo, è diventato l'esempio lampante del modo di comportarsi di un sindaco che in questi anni ha spesso agito in maniera arbitraria (basti ricordare i vari licenziamenti abusivi) ed è sempre stato più abile a far parlare di sè di quanto non lo sia stato a realizzare dei progetti per la città (chi se lo ricorda il “master clownistica”?).

Ma fino ad aprile il sindaco è lui, starà poi agli elettori decidere se sono o non sono contenti del suo operato.

Per ora rallegriamoci che Bellinzona sia anche la città del carnevale, così almeno una settimana l'anno di buon governo non ce la toglie nessuno.

Athos Ambrosini, Presidente UDC distretto di Bellinzona e Valli
joe | 27 lug 2011 10:12