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Una torcia per scaldare gli animi

O Mio Rio (2. Puntata) Arriva la fiaccola, Rio si anima: la vera Olimpiade è tra la gente comune

Basta una torcia, nel cuore della notte, perchè Rio torni ad abbracciare il clima di festa e a dimenticare i grandi problemi che lo attanagliano. È capitato ieri sera attorno a mezzanotte tra Ipanema e Copacabana.

Gente impazzita che correva dietro la fiamma, tutti come bambini o forse peggio (o meglio, anzi). Perché l’Olimpiade, inutile negarlo, è qui tra Flamengo, Botafogo, Copacabana, Ipanema e mettiamoci pure Leblon.

Ma non certo a Barra, sede del Parco e del Villaggio Olimpico.Lontana un’ora di auto (la nuova linea 4 è disponibile solo per chi ha biglietti e accrediti), Barra de Tijuca (zona ovest di Rio, dove vivono i nuovi ricchi), ospiterà presto la maggior parte delle gare.

Lì ci sono gli atleti che si incontrano e ogni tanto si scattano qualche selfie, li è stata costruita la maggior parte degli impianti. Eppure Barra non piace: artificiale, recintata, ultra sorvegliata (com’è normale che sia), è troppo lontana dal “vero” Brasile, da quello che soffre e gioisce, da quello che noi europei amiamo e vogliamo vedere.

Non è vero che i brasiliani non vogliono l’olimpiadi: la vorrebbero solamente piú vicina, piú a misura d’uomo, più a portata di mano. Purtroppo, per mille ragioni, non si può più.
È un gran peccato.

Luca Sciarini

L.S | 5 ago 2016 15:50

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